Un Madre Lotta Contro i Protocolli Medici per Salvare il Figlio
Patrizia Mercolino, madre del piccolo Domenico, è attualmente in una difficile battaglia dopo che i medici dell’ospedale Monaldi di Napoli hanno escluso la possibilità di un trapianto di cuore per il suo bambino. La decisione, giunta a causa delle condizioni di salute particolarmente fragili del piccolo, ha sollevato una serie di interrogativi sia sul piano medico che emotivo.
Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla famiglia, il consulto tra i cardiologi dell’ospedale ha avuto esito negativo, evidenziando che Domenico non è in grado di affrontare un intervento chirurgico di tale complessità. “Quelle parole ti tolgono l’aria, mi è crollato il mondo addosso,” ha affermato Patrizia in un’intervista al quotidiano Il Messaggero, esprimendo il profondo dolore che ha provocato in lei il responso medico.
Nonostante la pesantezza della diagnosi, Patrizia non si arrende e ha avviato una richiesta ufficiale per ottenere la documentazione clinica completa del Monaldi. L’obiettivo è analizzare a fondo ogni parametro e dato medico per cercare possibili alternative o errori di valutazione. “Vogliamo esaminarli, vedere se c’è qualcosa a cui ci si può aggrappare,” ha sottolineato, indicando una determinazione che trascende le barricate poste dai protocolli sanitari.
La situazione di Domenico è complicata ulteriormente dalla necessità di supporto vitale tramite un dispositivo di ossigenazione extracorporea a membrana (Ecmo). Sebbene questo sistema possa mantenere in vita il bambino, comporta rischi significativi per organi vitali come fegato e reni nel lungo termine. Per questo motivo, la famiglia sta valutando la possibilità di un trasferimento in centri specializzati all’estero, dove potrebbero offrire soluzioni diverse.
Patrizia Mercolino ha espresso chiaramente la sua intenzione di continuare la lotta per la vita del figlio, affermando che fino a quando il cuore di Domenico batte, ogni opzione rimane aperta. Questa battaglia non solo rappresenta una lotta personale per la famiglia, ma solleva anche interrogativi più ampi sui limiti delle pratiche mediche e sull’importanza della speranza in contesti critici.
Le indagini sul caso proseguono, mentre la famiglia attende una risposta ai propri appelli e un chiarimento sui prossimi passi da intraprendere in un percorso così delicato.