Napoli, mistero a Monaldi: Procura indaga su altre due morti sospette

Napoli, mistero a Monaldi: Procura indaga su altre due morti sospette

Napoli trema per la tragica vicenda di Domenico Caliendo, un bambino di pochi anni deceduto dopo un trapianto di cuore fallito. Le indagini della Procura si intensificano, e il caso potrebbe allargarsi a macchia d’olio. “Ci sono altri casi sotto esame, e non possiamo permetterci di sottovalutarli,” avverte un ufficiale delle forze dell’ordine, mentre a Napoli, la paura si mescola alla rabbia.

Quello che sembrava un singolo errore di malasanità ora si arricchisce di sospetti. Gli investigatori stanno lavorando senza sosta, analizzando la sequenza di eventi che ha portato a questa tragedia, e a metterli in allerta è la delicata fase del trasporto dell’organo. Il cuore di Domenico, sembra, non è stato trasportato in condizioni adeguate. “Un cuore a rischio in un box non sterile,” commenta un testimone, incredulo di fronte a tale leggerezza.

Il vero macigno è ora l’esistenza di una relazione di 295 pagine, proveniente dalla Regione Campania, diretta al Ministero della Salute. Qui si sottolinea che l’ospedale Monaldi era dotato di tre dispositivi “Paragonix”, creati appositamente per il trasporto ottimale degli organi. Eppure, l’equipe medica ha scelto di utilizzare il ghiaccio secco. “Avevamo tutto il necessario, eppure abbiamo sbagliato,” dice il direttore sanitario, consapevole della gravità della situazione.

E la risposta dei medici che hanno operato Domenico ha dell’incredibile. “Non eravamo a conoscenza della disponibilità di tali dispositivi,” hanno ammesso. Su queste parole ora si sta concentrando l’attenzione delle autorità. Può una giustificazione così fragile giustificare una vita persa, quella di un bambino? È in gioco molto di più che la vita di un singolo; è in discussione l’intera credibilità del sistema sanitario.

I cittadini di Napoli si interrogano. Cosa significa sentirsi al sicuro nelle mani di chi dovrebbe curarci? Questa tragedia ha riaperto cicatrici profonde. In un contesto già segnato da incertezze, si chiede ora a gran voce che venga fatta giustizia. Ma si potrà davvero tornare a mettere fiducia in un sistema che ha tradito? La risposta, per ora, rimane nelle mani di chi indaga, mentre i napoletani guardano, preoccupati, dall’altra parte del molo.

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