“Un anno e sei mesi di reclusione per assenteismo: la sentenza che scuote Napoli e fa discutere. F.D.M., un impiegato comunale di 67 anni, è stato condannato dalla Terza Sezione Penale guidata dal giudice Luana Romano, un evento che accende i riflettori sul servizio pubblico in città.
La vicenda risale all’estate del 2020, quando l’uomo, responsabile del cimitero di San Giovanni a Teduccio, è stato sorpreso in flagrante assente dalla sua postazione. A dar il via alle indagini è stata una segnalazione del suo predecessore, G.T., che aveva notato frequenti mancanze. “Non è giusto fare il gioco delle ombre in un posto così delicato”, ha dichiarato uno dei vigili urbani coinvolti nei controlli.
E i risultati parlano chiaro: le forze dell’ordine hanno confermato che, in più occasioni, F.D.M. non era presente al lavoro, lasciando una attività cruciale in balia del caso. A un controllo, invece, ha provato a giustificarsi, affermando di essersi recato nella sede centrale del cimitero. Ma il giudice ha fatto cadere la sua difesa, ritenendola poco credibile.
Il Comune di Napoli non è rimasto a guardare e si è costituito parte civile, un chiaro segnale che la situazione va ben oltre il singolo caso di un impiegato assenteista. “Dobbiamo garantire rispetto e dignità a chi lavora con serietà”, hanno affermato portavoce dell’amministrazione.
Ma mentre la pena decisa appare, secondo alcuni, leggera rispetto alle aspettative, molti cittadini si interrogano sulla cultura della responsabilità nel servizio pubblico. È solo un caso isolato o un problema radicato? E se sì, quali misure possono essere adottate per cambiare il corso delle cose? La vicenda di F.D.M. è destinata a far discutere, ma soprattutto a far riflettere. Napoli ha bisogno di risposte e il dibattito è appena cominciato.”