A Napoli, bambini rifiutano pasti per paura di malessere, costringendo i genitori a riportarli a casa o a lasciarli digiuni.
Napoli – Pasti giudicati “acidi”, bambini che rifiutano di mangiare per paura di stare male e genitori costretti a riportarli a casa o a lasciarli a digiuno. È esplosa la protesta nelle scuole napoletane dopo le segnalazioni sul servizio di refezione scolastica che coinvolgono diversi istituti, dal 38° Circolo Didattico “Quarati” (plesso di via Paolo Tosti) fino alla scuola “Paolo Borsellino”.
Al centro della bufera la qualità dei pasti somministrati lo scorso 30 gennaio e la gestione dell’emergenza successiva, culminata con improvvise ispezioni dell’ASL e il blocco delle cucine, ufficialmente per “manutenzione ordinaria”.
Pietanze dal sapore anomalo e classi in sciopero dalla mensa
Secondo quanto riferito dai genitori, le pietanze servite ai bambini presentavano un sapore acido, giudicato anomalo e potenzialmente pericoloso. In molte classi è scattato lo sciopero spontaneo dalla mensa: alunni che hanno preferito non mangiare piuttosto che rischiare un’intossicazione.
A seguito dei controlli sanitari, in diversi plessi si è passati forzatamente al “pasto a sacco”, una soluzione tampone che ha però sollevato ulteriori polemiche per la scarsa qualità del cibo distribuito e per il divieto imposto alle famiglie di portare alimenti da casa.
Le rassicurazioni della Municipalità non placano le famiglie
A provare a rassicurare i genitori è stata la presidente della Commissione Scuola della Municipalità V, Valeria Vitale, che ha parlato di semplici interventi di “manutenzione ordinaria”. Una spiegazione che, però, non ha convinto le famiglie, sempre più preoccupate e sul piede di guerra.
La tensione resta alta, soprattutto per la mancanza di informazioni ufficiali sui risultati delle analisi effettuate dall’ASL su alcuni alimenti, in particolare sul purè servito nei giorni precedenti alla chiusura delle cucine.
Borrelli: “Situazione vergognosa, serve chiarezza immediata”
Sulla vicenda è intervenuto con dure parole il deputato Francesco Emilio Borrelli, allertato direttamente dai genitori:
“Quello che sta accadendo nelle mense scolastiche della nostra città è vergognoso. Ricevo segnalazioni disperate di genitori che preferiscono lasciare i figli a digiuno o andarli a prendere in anticipo pur di non fargli toccare il cibo fornito dalla ditta Vivenda. Parlare di ‘sapore acido’ delle pietanze significa parlare di rischi concreti per la salute dei più piccoli. È inaccettabile”.
“ASL intervenuta, qualcuno ha sbagliato”
Borrelli contesta anche il messaggio istituzionale che invita alla calma:
“La nota della Municipalità che chiede ‘calma e serenità’ è un insulto all’intelligenza dei genitori. Se l’ASL interviene e si ferma una cucina per manutenzione, è evidente che qualcosa non va. Perché i risultati delle analisi non sono ancora pubblici? Perché i bambini sono stati costretti a un pasto a sacco di scarsa qualità senza alternative?”.
Esposto e richiesta di rescissione del contratto
Il deputato annuncia battaglia:
“Chiedo che venga fatta luce immediata sulla gestione della ditta fornitrice. Se emergeranno violazioni delle norme igienico-sanitarie, il contratto va rescisso senza esitazioni. Non permetteremo che si risparmi sulla pelle dei bambini”.
Un esposto è già stato presentato e l’attenzione resta alta: “Vogliamo i verbali dell’ASL e vogliamo sapere perché la vigilanza è mancata. I bambini hanno diritto a un pasto sano, dignitoso e sicuro. Chi sbaglia deve pagare, e pagherà caro”.