Madre disperata offre 50mila euro per ritrovare il figlio scomparso a Saint Moritz

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Un’escursione solitaria in Engadina si è rivelata tragica per Luciano Capasso, un giovane di 25 anni originario di Qualiano, impiegato in un hotel di Saint Moritz. Capasso è scomparso mercoledì scorso, sorpreso da una violenta tempesta di neve mentre si trovava a un’altitudine di 2.700 metri.

Le avverse condizioni meteorologiche degli ultimi giorni hanno costretto i soccorsi svizzeri a sospendere le operazioni di ricerca, rendendo inaccessibile l’area sia via terra che con l’elicottero. La situazione ha sollevato preoccupazioni tra i familiari, che affrontano il grave rischio di un epilogo drammatico.

Di fronte al pessimismo espresso dalle autorità, la madre di Luciano, Raffaella Grande, ha lanciato un appello disperato: ha offerto una ricompensa di 50.000 euro a chiunque possa fornire informazioni utili per rintracciare il figlio. Nel suo messaggio, pubblicato su social media, la madre ha invitato guide alpine, escursionisti e piloti di droni a unirsi alla ricerca, rivelando l’ultima posizione GPS nota: 46.43110° Nord, 9.92496° Est.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai Carabinieri di Qualiano e dalla polizia svizzera, Capasso non dava notizie di sé da quattro giorni. Il suo compagno di stanza ha confermato l’assenza prolungata, mentre l’ultimo contatto con la famiglia risale a un messaggio WhatsApp inviato al fratello.

Attraverso l’avvocato Sergio Pisani, i familiari hanno chiesto maggiore trasparenza e un canale diretto di comunicazione con le autorità per seguire l’andamento delle ricerche.

Oggi, però, le previsioni meteo sembrano concedere una pausa. Il Console Generale d’Italia a Zurigo, Mario Baldi, ha annunciato che le operazioni di ricerca riprenderanno a pieno ritmo. “C’è la ragionevole prospettiva di individuarlo grazie ai segnali GPS, ma l’area è estremamente complessa e coperta di neve”, ha dichiarato Baldi.

Un funzionario del consolato seguirà le operazioni sul campo e sosterrà il fratello di Luciano, già giunto in Svizzera. La Farnesina, attraverso l’Unità tutela italiani all’estero, continua a monitorare la situazione e a mantenere i contatti con la famiglia, in quello che si configura come un disperato tentativo di ritrovare il giovane. Le indagini e le ricerche, quindi, proseguono in un clima di forte tensione e speranza.

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