Indagini sulla Banda della Marmotta: al via la ricerca dei complici coinvolti

Indagini sulla Banda della Marmotta: al via la ricerca dei complici coinvolti

Napoli: Arrestata la Banda della Marmotta, indagini in corso sui colpi commessi

Napoli – Cinque uomini sono stati arrestati ieri in un’operazione congiunta di Polizia di Stato e Carabinieri, nell’ambito delle indagini che coinvolgono la cosiddetta “Banda della Marmotta”. Gli investigatori stanno cercando di quantificare i crimini ai quali i membri della banda, di età compresa tra i 22 e i 55 anni, si sono resi responsabili.

Il gruppo, composto da due residenti di San Gennaro Vesuviano e tre uomini provenienti da diverse località, aveva la sua base operativa nel comune napoletano. Durante il blitz, le forze dell’ordine hanno rinvenuto esplosivi, attrezzature metalliche per scasso e circa 20mila euro in contanti. Al momento, le accuse nei confronti degli arrestati comprendono furto aggravato in concorso, ricettazione e detenzione di materiale esplodente senza autorizzazione.

Dettagli sugli arrestati

Gli arrestati sono:
– Gennaro Miranda (55 anni),
– Giuseppe Nappo (44 anni), entrambi di San Gennaro Vesuviano;
– Michele Russo (45 anni), di Cerignola (Foggia);
– Giuseppe Spalierno (22 anni), di Modugno (Bari);
– Ivan Caruso (23 anni), di Bari.

Il colpo ad Agerola e l’inseguimento

Un episodio chiave per l’inchiesta è stato l’assalto a un bancomat ad Agerola, dove la banda è riuscita a sottrarre circa 20mila euro dopo aver fatto esplodere lo sportello. In seguito a questo furto, le forze dell’ordine avevano intensificato i servizi di osservazione.

Dopo il colpo, i malviventi hanno tentato la fuga a bordo di un’auto, dando vita a un inseguimento che si è protratto fino alla Costiera Amalfitana, passando per Amalfi e terminando a Cetara, dove il veicolo è stato abbandonato. Durante la fuga, i membri della banda avrebbero lanciato chiodi a tre punte per rallentare le pattuglie, mentre le targhe dell’auto risultavano rubate.

Rinvenimenti nel covo della banda

Le indagini incrociate tra le Squadre Mobili di Napoli e Caserta e i dettagli raccolti dai Carabinieri hanno portato alla localizzazione del covo a San Gennaro Vesuviano, dove è avvenuto il blitz che ha portato agli arresti. Oltre al denaro, sono stati sequestrati dieci ordigni esplosivi, torce frontali e una busta contenente chiodi a tre punte, compatibili con quelli utilizzati durante la fuga.

Tecnica di assalto e altri colpi

Nella giornata in cui è avvenuto l’assalto ad Agerola, un altro colpo è stato registrato a Casavatore. Entrambi gli assalti hanno utilizzato la “tecnica della marmotta”, che prevede l’inserimento di un congegno esplosivo nella fessura del bancomat per provocare una deflagrazione e facilitare la sottrazione del denaro.

Prossimi sviluppi delle indagini

Gli investigatori ritengono che la banda abbia compiuto ulteriori colpi, e le indagini proseguono per verificare eventuali responsabilità in altri assalti in aree meno sorvegliate della provincia di Napoli e nelle zone limitrofe. Questo potrebbe ampliare ulteriormente il quadro dell’inchiesta.

Le amministrazioni comunali di Agerola e Cetara hanno espresso pubblicamente il proprio apprezzamento per l’efficacia e la rapidità dell’operazione delle forze dell’ordine. Le indagini sono ancora in corso e si attendono ulteriori sviluppi.

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