Napoli: indagini su errori nella conservazione di un cuore trapiantato a un bambino
Napoli – Si allarga l’inchiesta relativa al trapianto di cuore effettuato su Tommaso, un bambino di due anni e tre mesi, ricoverato all’ospedale Monaldi. Il piccolo, attualmente mantenuto in vita da un macchinario, attende un nuovo organo a seguito della compromissione del primo, che risulta ora inutilizzabile.
L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia, ha dichiarato a Il Mattino che la Procura di Napoli sta indagando su questioni critiche relative alle decisioni prese in sala operatoria. “Ai genitori è stato detto che il trapianto era stato effettuato con un organo impiantato; tuttavia, se quel cuore era già compromesso, perché procedere?”, ha dichiarato Petruzzi.
Secondo fonti investigative, l’organo, proveniente da Bolzano, avrebbe subito un deterioramento durante la fase di conservazione, un evento che ha reso il cuore “bruciato” prima dell’intervento.
Tre inchieste in corso
Su questo caso sono attualmente attive tre inchieste. Oltre a quella della Procura di Napoli, competente per il luogo del trapianto, è in corso anche un’indagine dalla Procura di Bolzano, dove è avvenuto l’espianto dell’organo. A queste si aggiunge un’inchiesta interna avviata dall’ospedale Monaldi, finalizzata a ricostruire l’intero processo del trapianto, dal prelievo alla sala operatoria, esaminando le decisioni prese in merito alle condizioni dell’organo.
Richieste di chiarezza
“L’obiettivo è accertare cosa è realmente accaduto e perché”, ha sottolineato l’avvocato Petruzzi, richiedendo alla Procura di fare piena luce sulla situazione. “È importante comprendere perché sia stato impiantato un cuore inutilizzabile”, ha aggiunto, aprendo la strada a possibili responsabilità ulteriori.
Situazione critica per Tommaso
Nel frattempo, Tommaso continua a essere collegato a un dispositivo che lo sostiene da oltre 50 giorni, aumentando l’angoscia per la sua famiglia. L’attesa di un nuovo cuore è carica di preoccupazioni, poiché il prolungamento della situazione potrebbe compromettere anche le funzioni degli altri organi del piccolo.
“Attualmente, la nostra priorità è che arrivi un nuovo cuore”, ha affermato il legale. Solo una volta soddisfatta questa necessità si potrà approfondire la comprensione dei fatti accaduti.
La magistratura è al lavoro per chiarire una vicenda che ha destato grande attenzione e sollevato quesiti sulla gestione dei trapianti, oltre a evidenziare la necessità di garantire la sicurezza nelle procedure sanitarie. Le indagini sono in corso e ulteriori sviluppi potrebbero emergere nel prossimo futuro.