Incendio colposo a Sannazaro: la Procura avvia perizia investigativa

Incendio colposo a Sannazaro: la Procura avvia perizia investigativa

Napoli: aperta inchiesta per l’incendio del teatro Sannazaro

La Procura di Napoli ha ufficialmente avviato un’inchiesta sull’incendio che ha devastato il teatro Sannazaro, avvenuto tra la notte del 16 e il 17 febbraio. L’incidente ha ridotto in cenere uno dei simboli culturali della città, facendo emergere subito la necessità di comprendere le cause del disastro.

Attualmente, l’ipotesi di reato contestata è incendio colposo a carico di ignoti. Questa decisione è essenziale non solo per determinare eventuali responsabilità, ma anche per avviare un processo di recupero e rinascita dell’area colpita dall’evento.

Indagini in corso: la perizia tecnica

Il sostituto procuratore Mario Canale, insieme all’aggiunto Antonio Ricci, ha già notificato un avviso di perizia ai proprietari del teatro e dei fabbricati adiacenti. Questo passaggio permette anche alle parti lese di nominare propri consulenti, favorendo una partecipazione attiva agli accertamenti. L’obiettivo principale rimane quello di chiarire se l’incendio sia stato causato da negligenza, dolo o da una tragica fatalità.

Rientro alla normalità: sicurezza ripristinata in via Chiaia

Nel frattempo, sul fronte della sicurezza, l’emergenza sembra essere rientrata. I vigili del fuoco hanno completato le operazioni di spegnimento e messo in sicurezza l’area circostante, consentendo la riapertura di via Chiaia. Gli esercenti delle attività commerciali locali hanno ricevuto il nulla osta per rientrare nei loro locali, mentre la Chiesa di Santa Maria della Mercede ha potuto riaprire senza subire danni.

Le forze dell’ordine, insieme alla polizia locale, mantengono comunque una presenza costante nella zona, attivando un servizio di vigilanza 24 ore su 24 per prevenire furti e atti vandalici in un’area ancora da considerare sensibile.

Controlli ambientali: nessun rischio diossine

Uno dei principali timori per i residenti, dopo l’incendio, riguardava la qualità dell’aria e la possibile dispersione di sostanze tossiche. In risposta a queste preoccupazioni, l’Arpac, l’agenzia regionale per l’ambiente, ha condotto monitoraggi per verificare la presenza di diossine, furani e policlorobifenili (Pcb) nell’atmosfera.

I risultati delle analisi, comunicati di recente, sono rassicuranti: le concentrazioni rilevate sono significativamente inferiori ai valori di riferimento stabiliti dalla comunità scientifica, confermando l’assenza di un allarme sanitario legato all’inquinamento ambientale.

Le indagini proseguono, e la Procura di Napoli è attivamente impegnata nella ricerca di clarificazione riguardante l’incendio, mentre la comunità si mobilita per il recupero di uno dei suoi luoghi simbolo.

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