Corte di Appello di Napoli condanna Raffaele Imperiale a 22 anni per narcotraffico internazionale
Napoli – È di 22 anni e 20 giorni la pena inflitta dalla Corte di Appello di Napoli a Raffaele Imperiale, noto narcotrafficante e figura chiave nel traffico internazionale di droga. La sentenza è stata pronunciata dalla seconda sezione penale, che ha così aumentato la condanna già stabilita in primo grado, dove era stato inizialmente condannato a 15 anni e 8 mesi.
Imperiale, originario di Castellammare di Stabia e storicamente legato al clan Amato-Pagano, ha progressivamente ampliato i suoi orizzonti, diventando un broker del narcotraffico in grado di interagire con cartelli sudamericani e gruppi criminali di primo piano in Europa. Secondo una prima ricostruzione, la sua rete operava principalmente nell’importazione di cocaina, hashish e marijuana, avvalendosi di una logistica sofisticata tramite porti strategici.
Per molti anni, Imperiale ha vissuto una latitanza dorata a Dubai, dove gestiva i suoi traffici senza esporsi direttamente. Malgrado il distacco fisico dall’Italia, continuava a impartire ordini utilizzando dispositivi di comunicazione criptati, diventati cruciali per l’indagine. Le sue attività illecite venivano coordinate attraverso il soprannome “Opentiger” nelle conversazioni riservate.
Nel corso del processo di primo grado, celebrato con rito abbreviato, l’imputato aveva sorpreso la procura collaborando attivamente con le autorità. Il 10 luglio 2024, in cambio della sua collaborazione, aveva restituito due opere di Vincent Van Gogh rubate e messo a disposizione un’isola a Dubai. Questa collaborazione gli era valsa il soprannome di “boss dei Van Gogh”.
Nonostante tali atti di collaborazione, la Corte d’Appello ha considerato la pena iniziale inadeguata rispetto alla gravità del reato e al ruolo centrale di Imperiale nell’associazione a delinquere transnazionale. La sentenza si inserisce nel contesto di un filone giudiziario che negli ultimi anni ha riportato alla luce le dinamiche del traffico di droga legato alla camorra, evidenziando figure sempre più capaci di operare su scala globale.
La sentenza ha riguardato anche altri imputati, con un bilancio complessivo di 174 anni, 8 mesi e 20 giorni di reclusione. Le motivazioni della condanna saranno rese note nell’arco di 90 giorni, ma il verdetto è già destinato a influenzare significativamente la storia del narcotraffico internazionale legato alla camorra.
Le indagini procedono e si attende di comprendere ulteriori sviluppi riguardanti le reti di narcotraffico attive sul territorio.