Ercolano, assolta la proprietaria dopo la caduta dell’operaio 14enne dall’impalcatura

Ercolano, assolta la proprietaria dopo la caduta dell’operaio 14enne dall’impalcatura

Incidente sul lavoro a Ercolano: assolta la proprietaria dell’immobile, pene lievi per altri due imputati

Ercolano – Si è conclusa la vicenda penale legata a un grave incidente sul lavoro avvenuto il 28 gennaio 2020, in cui L. C., all’epoca un adolescente di 14 anni, riportò fratture alle vertebre lombari a causa di una caduta da un’impalcatura. Il giudice Immacolata Mammalella ha assolto la proprietaria dell’immobile, Maria Luisa Gianani, e ha inflitto pene lievi agli altri due imputati: Giuseppe Scognamiglio, comproprietario, condannato a due mesi di reclusione con pena sospesa, e Antonio Oliviero, operaio del cantiere, anch’esso condannato a breve pena.

L’incidente ha attirato l’attenzione delle autorità e dei media dopo che i genitori del ragazzo hanno sporto denuncia, segnalando che il figlio lavorava senza un regolare contratto. La famiglia ha inizialmente tentato di ottenere un risarcimento danni di 12mila euro contro Scognamiglio, accusato di non aver rispettato le norme di sicurezza. Tuttavia, il tribunale civile ha rigettato la richiesta per carenze probatorie, affermando che gli attori non avevano dimostrato adeguatamente la subordinazione del contratto di lavoro né specificato le misure di sicurezza omesse.

In fase penale, testimoni hanno riportato che, immediatamente dopo l’incidente, alcuni operai, compreso Oliviero, sarebbero fuggiti. In aula, Gaetano Cervucci, padre della vittima, ha rivelato dettagli inquietanti. Ha affermato che il figlio era stato ingaggiato da Oliviero, che percepiva il reddito di cittadinanza, e che Scognamiglio era colui che effettivamente pagava il ragazzo. Durante le udienze, Cervucci ha raccontato di aver mentito ai carabinieri sull’ubicazione del figlio, a causa delle pressioni ricevute da Scognamiglio, il quale, secondo il padre, gli avrebbe intimato di non preoccuparsi e di rimanere in silenzio.

Inoltre, si è appreso che Scognamiglio ha tentato di raggiungere un accordo economico con la famiglia, offrendo 4.000 euro per evitare eventuali conseguenze legali, proposta che è stata rifiutata. Tuttavia, è emerso che i genitori avevano reiteratamente richiesto denaro al proprietario per il danno subito dal figlio.

Al termine del processo, il giudice ha assolto Gianani, ritenendo che non fosse al corrente dei lavori in corso, mentre Scognamiglio ha ricevuto una condanna di lieve entità. Le indagini proseguono e potrebbe esserci spazio per ulteriori sviluppi legali, poiché la procura sta valutando eventuali ulteriori responsabilità dei soggetti coinvolti.

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