Giancarlo Siani: nuovi sviluppi giudiziari a quarant’anni dall’omicidio
Napoli – A quarant’anni dall’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, la Corte di Appello di Napoli ha emesso oggi una sentenza nel processo di secondo grado relativo agli esecutori dell’atroce delitto. La questione centrale del dibattimento non ha riguardato tanto l’omicidio stesso, ma i flussi di denaro che avrebbero garantito il silenzio dei killer, Armando Del Core e Ciro Cappuccio, già condannati all’ergastolo.
Entrambi sono stati condannati oggi a quattro anni di reclusione per riciclaggio. Secondo gli inquirenti, i due avrebbero ricevuto assistenza economica dal clan Nuvoletta, simile a un “vitalizio”, per dissuaderli da eventuali pentimenti o collaborazioni con la giustizia. I giudici, tuttavia, hanno escluso l’aggravante mafiosa, riducendo la pena rispetto alle condanne precedenti.
Il processo ha coinvolto anche altri esponenti della malavita di Marano. La Corte ha rideterminato le condanne per Michele Marchesano, a 10 anni, e Luigi Esposito, a 7 anni e 4 mesi. Invece, Salvatore Cappuccio è stato prosciolto per prescrizione, mentre Nicola Del Core, figlio di Armando, ha ottenuto l’assoluzione con formula piena “per non aver commesso il fatto”.
Nonostante l’evidente trascorrere del tempo dal tragico 23 settembre 1985, le dinamiche interne al clan Nuvoletta continuano a occupare le aule di giustizia. Questa sentenza rappresenta un ulteriore passo verso la chiarificazione di aspetti complessi sulla gestione economica del clan e sui premi di fedeltà versati per occultare uno dei più gravi delitti della storia camorristica.
Le indagini proseguono per fare luce su eventuali ulteriori collusioni e per comprendere meglio il contesto in cui avvennero questi crimini. Resta quindi aperta la questione del legame fra criminalità organizzata e silenzi omertosi, a quarant’anni dalla morte di Giancarlo Siani.