Comandante del carcere di Santa Maria Capua Vetere ammette: «Vidi violenze e non intervenni»

Comandante del carcere di Santa Maria Capua Vetere ammette: «Vidi violenze e non intervenni»

Maxi-processo sulle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere: la deposizione di Pasquale Colucci

Un’indagine cruciale è in corso nel maxi-processo riguardante le violenze avvenute il 6 aprile 2020 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. In una recente udienza, Pasquale Colucci, comandante della Polizia Penitenziaria e uno degli imputati, ha rilasciato dichiarazioni che pongono interrogativi sulla condotta del personale penitenziario durante gli eventi di quel giorno.

Colucci ha ammesso di aver assistito ai pestaggi inflitti ai detenuti nel reparto Nilo senza intervenire. «Ho visto agenti picchiare, dare schiaffi e manganellate. Qualcuno ha perso la testa», ha dichiarato, sottolineando di aver invitato verbalmente alcuni agenti a calmarsi, ma senza adottare ulteriori misure. Secondo la sua testimonianza, gli episodi di violenza erano brevi e non avevano mostrato accanimento, giustificando l’atteggiamento passivo con lo stato di esasperazione del personale in un contesto di alta tensione.

Il pubblico ministero Daniela Pannone ha sollecitato Colucci, evidenziando la sua posizione come ufficiale più alto in grado presente durante quei fatti. Colucci, nel tentativo di spiegare la sua condotta, ha riferito che le proteste e il barricamento dei detenuti nei giorni precedenti avessero influenzato la lucidità delle sue decisioni. «Non ho analizzato lucidamente ciò che dovevo fare, ma sono qui per assumermi le mie responsabilità», ha aggiunto.

Tuttavia, la sua dichiarazione ha innescato un confronto acceso con le versioni fornite da altri imputati, tra cui Gaetano Manganelli, comandante del carcere. Colucci ha sostenuto di non aver avuto il comando operativo della perquisizione, affermando di essere subordinato a Manganelli e di non aver autorizzato l’ingresso degli agenti del Gruppo di Intervento Operativo. Questa affermazione si scontra con le precedenti dichiarazioni di Manganelli e dell’ex provveditore regionale, che avevano attribuito a Colucci un ruolo centrale nelle decisioni di quel giorno.

Le dichiarazioni in aula hanno delineato un quadro complesso e frammentato, con responsabilità che sembrano rimpallarsi tra i vertici dell’amministrazione penitenziaria. Gli eventi di quel giorno, durante i quali alcuni detenuti sono stati umiliati e fatti inginocchiare, hanno sollevato indignazione e preoccupazione nell’opinione pubblica, segnando una delle pagine più controverse della storia carceraria italiana.

Le indagini continuano, con attesa per ulteriori sviluppi in un processo che sta mettendo a nudo le dinamiche interne del sistema penitenziario e le responsabilità dei suoi dirigenti.

Processo Santa Maria Capua Vetere: comandante ammette di aver assistito a violenze senza intervenire

Processo Santa Maria Capua Vetere: comandante ammette di aver assistito a violenze senza intervenire