Arzano – Un giorno come tanti, eppure il timore è palpabile tra i banchi. L’istituto comprensivo Don Geremia Piscopo di via Napoli si trasforma in un teatro di paura. Durante una lezione di matematica, il rumore metallico di un coltello a scatto squarcia il silenzio. Protagonisti, due studenti di appena 15 anni, denunciati dai carabinieri per porto abusivo di armi.
“Non avremmo mai pensato di dover affrontare una situazione simile”, racconta un’insegnante visibilmente scossa. L’episodio ha gettato un’ombra su una comunità scolastica già fragile, riaccendendo i riflettori sulla sicurezza tra i giovani.
L’aria nell’aula si gela all’improvviso, mentre un ragazzo estrae il coltellino e lo poggia con un gesto plateale sul banco. Un suono che colpisce come un fulmine, interrompendo le spiegazioni del professore e strappando un gesto di paura e incredulità dai volti dei compagni. Ma la reazione è pronta: l’insegnante si avvicina, strappa il coltello dalle mani del ragazzo, evitando il peggio e garantendo un attimo di calma.
La dirigente scolastica, allertata immediatamente, non ci pensa due volte: chiama i carabinieri della Tenenza di Arzano. I militari arrivano in fretta, come se avvertissero l’urgenza della situazione. “Vogliamo assicurarci che non succeda mai più”, commenta uno dei carabinieri mentre ispezionano gli zaini. E purtroppo, si rivela la giusta decisione: un secondo coltello, un comune coltello da cucina, emerge dallo zaino di un altro ragazzo.
Dopo una lunga mattinata di preoccupazioni, i due coltelli vengono sequestrati, e i minori denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Napoli. “Siamo stati costretti a chiamare i genitori”, ammette la preside, evidenziando la gravità del gesto. Gli studenti, finalmente identificati, vengono affidati alle famiglie, ma il segno di quanto accaduto rimane.
La loro bravata ha scosso Arzano, riportando alla luce il tema delicato della sicurezza nelle scuole. Cosa spinge i giovani a compiere atti così estremi? E, in un momento in cui la violenza sembra quotidiana, come si può intervenire per proteggerli? Arzano non trova pace, e la domanda ora risuona nel cuore della comunità.