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Cronaca

Camorra, condanne per oltre due secoli ai clan Cipolletta e Ferretti nella operazione giudiziaria

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Camorra, condanne per oltre due secoli ai clan Cipolletta e Ferretti nella operazione giudiziaria

Oltre due secoli di carcere per 22 imputati legati alla camorra

NAPOLI – Il gip Michaela Sapio del tribunale di Napoli ha emesso sentenze che cumulativamente superano i 200 anni di carcere per 22 individui accusati di essere collegati ai gruppi camorristici Ferretti e Cipolletta, operanti nell’area di Pomigliano d’Arco. La Procura di Napoli, rappresentata dal pm Henry John Woodcock, aveva inizialmente richiesto una pena complessiva di 306 anni di reclusione.

Oltre alle condanne detentive, il giudice ha disposto sanzioni pecuniarie che ammontano a più di 104.000 euro e ha assolto cinque accusati da alcune delle imputazioni loro contestate.

Il contesto dell’inchiesta

Le indagini che hanno portato a queste condanne sono scaturite da un blitz eseguito il 25 febbraio 2025, quando i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo Castello di Cisterna hanno eseguito 27 misure cautelari, ben 23 delle quali destinate a carcerazione e quattro agli arresti domiciliari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda).

Secondo le accuse formulate, i reati contestati sono gravi e comprendono associazione di tipo mafioso, estorsioni, oltre a crimini come l’uso di armi, incendi, tentati omicidi, traffico di droga, rapine, usura e sequestro di persona. Tali reati sono aggravati dall’applicazione del metodo mafioso.

Le dichiarazioni in aula

Durante il processo, grande rilevanza hanno avuto le dichiarazioni rilasciate dal collaboratore di giustizia Salvatore Ferretti, il quale ha ricevuto una condanna di 11 anni, 6 mesi e 20 giorni. Tali testimonianze hanno contribuito a chiarire le dinamiche interne ai gruppi camorristici oggetto dell’indagine.

Il giudice ha ritenuto di assolvere alcuni degli imputati da specifici capi d’accusa, evidenziando, così, il carattere complesso di questo processo.

Stato delle indagini

Le indagini continuano a essere monitorate dalla Dda, che valuterà eventuali sviluppi e ulteriori misure. L’importanza di questo processo evidenzia l’impegno della giustizia e delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata nel territorio campano.

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