Napoli – Una tensione palpabile aleggia su Bagnoli, dove oggi, mercoledì 25 ottobre, il quartiere si è trasformato in un campo di battaglia. Attivisti della rete “No America’s Cup” e residenti si sono radunati in piazza, bloccando il passaggio dei camion diretti all’area della colmata. “Non tollereremo più decisioni calate dall’alto senza ascoltare la comunità”, hanno gridato in coro, mettendo in chiaro che il governo cittadino dovrà confrontarsi con i cittadini prima di procedere.
Con il consiglio comunale monotematico fissato per il 3 marzo, il clima è di crescente urgenza. “La nostra voce deve essere ascoltata. Se non fermate i lavori, non c’è dialogo che tenga”, ha dichiarato uno dei manifestanti, evidenziando un malcontento profondo che risuona nelle strade di Bagnoli. La gente è stanca di sentirsi trascurata, mentre i progetti di grande portata minacciano di alterare il volto di un quartiere già segnato.
“Dire no alla Coppa vuol dire dire sì a una spiaggia pubblica e al bosco”, hanno continuato gli attivisti, con fervore. Queste parole non sono solo slogan, ma espressioni di un desiderio collettivo di riappropriarsi di spazi vitali. Il golfo di Napoli, scenario di bellezza mozzafiato, rischia di essere compromesso da dragaggi e interventi invasivi.
La tensione resta alta, mentre la città osserva. Le domande si moltiplicano: quale sarà la risposta del Comune? E i cittadini saranno ascoltati? I riflettori sono puntati su Bagnoli, ma il futuro di questo angolo di Napoli è tutto da scrivere. Come reagiranno le istituzioni e quale sarà il destino di una battaglia che promette di risuonare nel cuore della città?