Un commando ha tentato una rapina a un furgone portavalori della Battistolli nella giornata di ieri lungo la statale 613, tra Brindisi e Lecce, nei pressi di Tuturano. L’azione, avvenuta in pieno giorno su una delle arterie più trafficate del Salento, ha avuto caratteristiche di un’operazione ben pianificata, con l’intento di fermare il traffico veicolare e immobilizzare il mezzo blindato.
Secondo quanto ricostruito da quanto riferito dai Carabinieri, il gruppo di malviventi ha bloccato la carreggiata utilizzando veicoli di traverso e incendiando un mezzo, trasformando rapidamente la superstrada in una trappola per gli automobilisti. L’attacco al portavalori si è rivelato audace e ha comportato l’impiego di armi da fuoco, segno di un’organizzazione ben strutturata.
Dopo la fase iniziale, i rapinatori sarebbero riusciti a far esplodere il portavalori, ma secondo le prime informazioni, il colpo non sarebbe stato completato. Gli inquirenti si concentrano ora sull’individuazione delle cause del fallimento dell’operazione, valutando se sia stato determinante l’intervento delle pattuglie giunte sul posto, la reazione degli operatori di sicurezza o un imprevisto logistico.
In seguito all’assalto, è scattato un inseguimento tra i malviventi e i Carabinieri, durante il quale si è verificato un conflitto a fuoco. Questo episodio ha accresciuto il livello di preoccupazione, non solo per i rapinatori, ma anche per i cittadini in transito in quel momento, esponendoli a un elevato rischio.
Le ricerche dei fuggitivi hanno portato, nel corso della notte, all’arresto di due sospetti nella zona di Campo Panareo, lungo la statale 7 Ter. I due individui, originari della provincia di Foggia, sono stati portati in caserma per accertamenti. Gli investigatori stanno ora esaminando la loro posizione e eventuali collegamenti con altri membri del gruppo che ha effettuato la rapina.
La gravità dell’episodio ha spinto a un intervento anche in ambito politico. Il deputato del Partito Democratico, Claudio Stefanazzi, ha sollevato la questione della sicurezza nel Salento, chiedendo maggior controllo del territorio e sollecitando risposte dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a fronte di undici interrogazioni rimaste senza risposta.
Le indagini proseguono per ricostruire l’itinerario della fuga e verificare i mezzi e i contatti utilizzati sia prima che dopo l’assalto, con l’obiettivo di accertare ogni dettaglio necessario a individuare tutti i responsabili di questa audace operazione.