Arrestato all’ospedale San Giovanni Bosco: avvocato al servizio dei Contini in giallo Napoli

Arrestato all’ospedale San Giovanni Bosco: avvocato al servizio dei Contini in giallo Napoli

Napoli è di nuovo sotto choc. Un avvocato, Salvatore D’Antonio, è accusato di gestire gli interessi di un clan camorristico all’interno dell’ospedale San Giovanni Bosco. “Un vero e proprio far west”, commenta un uomo che frequenta il nosocomio. Eppure, ciò che emerge dalle indagini è inquietante: un sistema di favoritismi e intimidazioni che ha trasformato il luogo di cura in una roccaforte criminale.

La direzione distrettuale antimafia di Napoli ha messo nel mirino D’Antonio, ritenuto il braccio destro dei Contini, storici esponenti della camorra della Secondigliano. Con l’ausilio delle forze dell’ordine, si è ricostruito un intrigo di corruzione che coinvolge anche pubblici ufficiali. “È inaccettabile vedere la sanità pubblica sotto attacco”, afferma un medico del reparto. L’inchiesta ha portato a quattro arresti e a 76 indagati, un numero che fa riflettere su quanto sia profondo il radicamento della mafia nei meccanismi pubblici.

Stando agli investigatori, l’avvocato non si limitava a gestire il denaro frutto di truffe assicurative, ma stringeva alleanze con qualche funzionario dell’ospedale. Selezionava il personale e si assicurava che solo i “suoi” potessero accedere a determinate informazioni riservate. La cosiddetta “complicità” si spingeva fino a minacce dirette ai dirigenti per favorire gli interessi del clan. “Qualcuno deve pagare”, rivelano le testimonianze raccolte dagli investigatori.

Ma non è tutto. I dettagli sulla gestione di servizi nel nosocomio svelano un’operazione criminosa incredibile. Bar e distributori automatici gestiti senza permessi, utenze usate abusivamente. Un vero e proprio flagello per le casse pubbliche, in un contesto già difficile. Gli affiliati si sarebbero anche appropriati di rimborsi e favori, assicurando ricoveri pilotati e certificati medici falsi, spesso per scarcerazioni illegittime.

“C’era un clima di terrore, chi osava opporsi veniva minacciato”, ha denunciato Ciro Verdoliva, ex direttore dell’ASL Napoli 1 Centro. La sua decisione di resistere ha innescato una serie di pressioni. Ma i tentativi di bonifica dell’ospedale sono stati ostacolati da una rete di complicità ben consolidata.

Qual è il futuro della sanità pubblica a Napoli di fronte a questo scandalo? E quanto è profondo il potere della camorra nelle istituzioni? Mentre i cittadini si interrogano e le autorità cercano risposte, la domanda rimane aperta: riuscirà Napoli a liberarsi da queste ombre?

Arrestato all’ospedale San Giovanni Bosco: avvocato al servizio dei Contini in giallo Napoli

Napoli, caos al San Giovanni Bosco: avvocato arrestato per legami con i Contini