Arrestato a Casoria Vincenzino De Rosa, accusato di un agguato armato per vendetta

Arrestato a Casoria Vincenzino De Rosa, accusato di un agguato armato per vendetta

Casoria: Arrestato Vincenzo De Rosa per Tentato Omicidio Aggravato dal Metodo Mafioso

Casoria – Nella mattinata del 21 novembre 2024, Vincenzo De Rosa, un ventiquattrenne, è stato arrestato congiuntamente a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal GIP Giovanni Vinciguerra. Il giovane è accusato di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, a seguito di una sparatoria avvenuta il 20 novembre in via Salvo D’Acquisto, dove Salvatore Barbato, noto come “Totore ‘o can”, e Mauro Sorrentino sono stati gravemente feriti.

Lo Scontro Tra Clan

Secondo una prima ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e delle forze dell’ordine, la sparatoria è l’epilogo di una faida che contrappone il clan Franzese, guidato dai fratelli Mauro e Antonio, e una nuova alleanza tra i “Panzarottari” di Afragola e il gruppo di Roberto Alfio Maugeri. La contesa riguarda il controllo del mercato degli stupefacenti a Casoria, dove Barbato, al servizio del clan Franzese, stava tentando di affermare la propria supremazia sulle piazze di spaccio.

L’Antefatto e l’Affronto

Le tensioni tra i clan si sono intensificate il 19 novembre, quando Barbato ha aggredito Antonio De Rosa, fratello di Vincenzo, presso la sede della cooperativa sociale “L’uomo e il legno”. Barbato ha intimato a De Rosa di non interferire più nelle questioni di famiglia, con minacce di ritorsione che avrebbero potuto compromettere la sicurezza dell’intera famiglia.

La Sparatoria: Un Piano di Vendetta

Il giorno successivo, Barbato si trovava in compagnia di Mauro Sorrentino in via Salvo D’Acquisto quando un commando armato, a bordo di una Jeep Compass, ha aperto il fuoco. Le indagini indicano che sono state esplose almeno dodici raffiche di colpi, utilizzando una mitragliatrice Kalashnikov e una pistola semiautomatica calibro 9×21. Barbato è stato colpito al polmone e ha subito un intervento chirurgico, mentre Sorrentino è stato ferito a braccia e gambe.

Le Indagini e le Intercettazioni

Le indagini balistiche e le intercettazioni telefoniche delle conversazioni tra i membri del clan Franzese hanno fornito prove decisive contro De Rosa. In un dialogo, i fratelli Franzese esprimono chiaramente di sospettare Vincenzo come l’autore dell’azione violenta. “Così mi ha fatto capire Vincenzo… insomma ha fatto la mattonella con lui,” afferma Antonio Franzese, evidenziando il coinvolgimento diretto del giovane.

Stato delle Indagini e Prospettive Future

Attualmente, le indagini continuano e si stanno ricercando ulteriori elementi di prova per chiarire i dettagli dello scontro tra i clan e il ruolo di Vincenzo De Rosa nel contesto della faida. Le autorità locali monitorano la situazione, temendo possibili ritorsioni da entrambe le fazioni coinvolte. Gli sviluppi nelle prossime settimane potrebbero rivelare ulteriori connessioni e un possibile allargamento delle indagini su altri membri dei clan in conflitto.Casoria, vendetta tra clan: arrestato Vincenzo De Rosa per omicidio

Casoria, 23 ottobre 2023 – Vincenzo De Rosa, ritenuto un elemento di spicco del gruppo criminale Maugeri, è stato arrestato con l’accusa di omicidio. L’operazione, condotta dai Carabinieri su mandato della Procura di Napoli, ha portato alla luce un agguato avvenuto nei giorni scorsi, il cui movente risiederebbe in una vendetta personale legata a un affronto subito dal fratello.

Secondo una prima ricostruzione, la vicenda prende avvio dall’aggressione subita da Antonio De Rosa, fratello di Vincenzino, il quale sarebbe stato picchiato da un rivale del clan, noto come Totore ‘o can. Fonti investigative approfondiscono il legame tra i due episodi, evidenziando come il gesto di De Rosa sembrerebbe una reazione diretta per riaffermare il controllo del proprio gruppo nel territorio di Casoria.

Giovanni Barra, collaboratore di giustizia ed ex affiliato al gruppo Maugeri, ha confermato il movente dell’azione criminosa. Barra ha raccontato agli inquirenti che Vincenzino, considerato un boss locale, non poteva tollerare l’affronto subito dal fratello e ha identificato De Rosa in foto come l’autore dell’agguato.

Barra ha anche fornito dettagli sull’arsenale a disposizione del gruppo, rivelando l’utilizzo di mitragliette Skorpion e altre armi da guerra, custodite per azioni violente. La pericolosità del contesto criminale è stata sottolineata dal Giudice per le Indagini Preliminari, il quale ha definito le prove a carico di De Rosa “granitiche”, sottolineando la volontà di uccidere da parte dell’indagato e la necessità di affermare il dominio del proprio gruppo.

Le indagini continuano, con i Carabinieri che approfondiscono la rete di relazioni tra i clan di Casoria e monitorano le dinamiche interne. Si prevede che ulteriori sviluppi emergeranno nei prossimi giorni, poiché gli inquirenti cercano di individuare eventuali complici e pianificatori dell’agguato.

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