Un manufatto abusivo di tre piani è stato demolito in via Capomazzo, a 27 anni da una sentenza del 1999. L’intervento, eseguito in data recente, è stato ordinato dalla Pretura Circondariale di Torre Annunziata, sezione distaccata di Gragnano, e rientra nelle misure adottate dalla Procura per combattere l’abusivismo edilizio, finanziato tramite il fondo Cassa Depositi e Prestiti.
L’edificio demolito era composto da quattro unità residenziali e presentava la seguente volumetria: al primo livello, 176,40 mq con un’altezza di 2,92 metri; al secondo livello, 191,16 mq sempre con un’altezza di 2,92 metri; al terzo livello, 191,16 mq con un’altezza di 2,46 metri; e un torrino scala di 48,01 mq, con un’altezza sotto gronda di 9,66 metri.
L’area in cui sorgeva il manufatto era soggetta a vincoli multipli, rendendola inedificabile. Secondo la pianificazione urbanistica e territoriale (P.U.T.), essa ricade in una zona ad alto valore paesaggistico e storico-ambientale con inedificabilità assoluta. Inoltre, il Piano Regolatore Generale (P.R.G.) prevedeva la tutela agricola, mentre il Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico (P.S.A.I.) evidenziava una pericolosità molto elevata, con rischio di frane alto (R.F.R. 4). Ulteriori vincoli idrogeologici, paesaggistici e sismici erano stati imposti, rendendo l’area particolarmente delicata dal punto di vista ambientale.
La demolizione rappresenta un importante passo per la tutela del territorio, sia come misura repressiva per il ripristino ambientale, sia come deterrente per prevenire futuri abusi. Questa operazione sottolinea come i tempi lunghi di giustizia non annullino le condanne per attività illecite, dimostrando l’impegno delle autorità nella lotta contro l’abusivismo edilizio.
Attualmente, le indagini proseguono per monitorare eventuali sviluppi riguardanti l’area e per valutare se altri interventi di questo tipo siano necessari in futuro.