La violenza di genere resta un’emergenza nel distretto di Napoli: una realtà che non possiamo ignorare. #StopViolenza
Camminando per le strade di Napoli, il profumo del caffè si mescola con l’aria frizzante del mattino, ma sotto questa facciata di vita quotidiana si cela una realtà preoccupante. La violenza di genere, come un’ombra inquietante, si insinua nel tessuto sociale della città. È un tema che continua a gravare sull’anima di tanti cittadini, e a farne eco è il procuratore generale Aldo Policastro, che ha recentemente lanciato un appello durante l’apertura dell’anno giudiziario. La sua voce, ferma e impietosa, ha descritto una situazione “allarmante non solo sul piano quantitativo, ma anche per l’abbassamento dell’età delle vittime e degli autori”.
I numeri: oltre 9 mila procedimenti e 10 femminicidi
I dati riportati dall’ultimo anno sono a dir poco scioccanti: nell’area di Napoli, 9.109 procedimenti per violenza di genere sono stati registrati, un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2024. L’attenzione, però, si concentra su un numero che non può lasciare indifferenti: dieci femminicidi, un triste raddoppio rispetto all’anno precedente. Ciò che rende ancora più amara questa statistica è la consapevolezza che ogni numero rappresenta una vita spezzata, un sogno infranto.
Napoli Nord sotto pressione, carico elevato anche nel capoluogo
La stampa è solo una parte del racconto. In particolare, il panorama risulta critico per la Procura di Napoli Nord, dove sono stati registrati 2.169 procedimenti. Nella città stessa, la Procura di Napoli, la maggiore del distretto, ha iscritto 5.765 procedimenti dove l’autore è noto e la vittima è una donna. Un lavoro enorme, infatti, è stato svolto: oltre 5.400 casi definiti e più di 414 misure cautelari richieste, di cui circa 300 di custodia. Ogni cifra si fa carico di un’urgenza che sembra inarrestabile.
Minorenni coinvolti: il dato più inquietante
Ma ciò che colpisce ancor di più sono i minorenni coinvolti in queste dinamiche violente. La Procura per i minorenni ha registrato 187 procedimenti per reati di violenza di genere, con ben 51 di questi per violenza sessuale. Il pensiero si affolla intorno alla tragica storia di Martina Carbonaro, appena quattordicenne, il cui caso è divenuto emblema di una crisi che colpisce le generazioni più giovani. Sono ragazzi e ragazze che, in un contesto così difficile, rischiano di essere segnati per sempre.
L’aumento nel primo semestre 2025
Le statistiche non accennano a migliorare, come conferma la presidente della Corte d’appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli. Nel primo semestre del 2025, i nuovi procedimenti per violenza di genere sono stati 1.314, con una crescita del 48,81% rispetto allo stesso periodo del 2024. E anche i casi definiti hanno visto un incremento del 28,53%. Questi numeri, purtroppo, raccontano una storia che si ripete, un ciclo che sembra non avere fine.
Il lavoro della magistratura
“Questi numeri — ha concluso Policastro — raccontano l’enorme lavoro svolto da pubblici ministeri e giudici, chiamati a operare con tempi sempre più stringenti e con grande sacrificio, per ridurre al minimo il prezzo pagato dalle donne vittime di violenza”. È una realtà che richiede attenzione e impegno da parte della comunità intera, perché ognuno di noi ha un ruolo nella lotta contro questo fenomeno. Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte.