Un giovane napoletano torna in libertà dopo aver rapinato Rolex sulla Costa Azzurra, sollevando preoccupazioni nella comunità.

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Una storia che attraversa confini e giustizia: il caso di un giovane napoletano tra passato e presente. #Giustizia #Criminalità

Napoli – La vicenda di S.V., un 24enne originario di Napoli, inizia nell’agosto del 2025, quando la sua vita viene stravolta da un mandato d’arresto europeo, emesso dalle autorità francesi. Improvvisamente, la routine quotidiana del giovane viene interrotta, rintracciato e portato nel carcere di Poggioreale, un luogo che fa da sfondo a storie di vita e difficile realtà.

Con un interrogatorio che si conclude con la decisione di porlo sotto obbligo di dimora, sembra esserci una possibilità di ripresa. Ma l’ottimismo svanisce quando la Procura Generale decide di attivare la procedura di estradizione. Di fronte alla notificazione del trasferimento alla Francia, S.V. decide di scomparire, allontanandosi per alcune settimane da una vita che ora appare come un labirinto senza uscita.

Ma la fuga trova una conclusione inaspettata con un secondo arresto avvenuto a novembre, quello che segna la fine della sua avventura clandestina e il inizio del suo calvario nelle carceri oltre Alpi.

Il “pendolarismo” del crimine di lusso

Le accuse che pendono sul giovane sono gravi: sembra essere un membro di un’organizzazione criminale che si dedica a rapine di orologi di lusso, tra le località più esclusive della Costa Azzurra. Una realtà inquietante quella dei rapinatori campani, che prende piede nei luoghi di ritrovo più elitari, come Cannes e Saint-Tropez, un fenomeno che tiene in allerta anche l’Interpol.

Secondo quanto riportato, il gruppo criminale si muove astutamente, selezionando le proprie vittime – spesso turisti benestanti – mentre si godono un caffè nei bar o escono dai casinò, per poi attuare i loro colpi con rapidi e brutali blitz.

Il successo del collegio difensivo

Tuttavia, nonostante il suo passato di irreperibilità in Italia, il giovane riesce a trovare una luce in fondo al tunnel grazie al lavoro meticoloso del suo pool difensivo. Gli avvocati napoletani Marco Spena e Andrea Scardamaglio, collaborando con la legale francese Celine Cesar, hanno saputo riformulare la narrazione, convincendo il giudice del Tribunale di Grasse della necessità di alleggerire le misure cautelari.

Così, ieri, S.V. è uscito dal carcere. Ora, pur rimanendo in Francia, sarà soggetto solo all’obbligo di firma presso la polizia giudiziaria locale, un passo che segna un nuovo inizio, anche se il legame con il passato rimane indissolubile.

In questo intreccio di vite e legislazioni, emerge un’umanità complessa, dove le scelte sbagliate possono sfociare in percorsi inattesi, e una comunità cerca continuamente di fare i conti con le sue ombre e le sue speranze.

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