#Casandrino: Un inseguimento mozzafiato tra la gente, culminato con l’arresto di tre rapinatori. #Sicurezza #Città
Immaginate un pomeriggio apparentemente tranquillo a Casandrino, quando un’irruzione fulminea di tre uomini mascherati trasforma il quotidiano in un film d’azione. In un supermercato di via Paolo Borsellino, il silenzio viene interrotto da grida e clamore: i ladri, armati e rapidi, si impossessano dell’incasso e fuggono a tutta velocità su una Lancia Y. Ma nonostante la bravura del loro colpo, ignorano che la loro targa è stata già segnalata alle forze dell’ordine.
Un’azione coordinata
Il suono incessante della radio riempie l’aria nella centrale operativa di Caivano. “Auto sospetta in fuga verso Sant’Antimo!”, è l’ordine che parte immediatamente, con carabinieri pronti a garantire la sicurezza, proprio mentre i passanti, ignari, sono assorbiti nelle loro routine. I poliziotti sono già sull’erta, pronti a una risposta tempestiva.
La corsa contro il tempo
In un batter d’occhio, un militare della Tenenza di Sant’Antimo avvista la Lancia Y. Parte l’inseguimento: sirene e lampeggianti si fondono nel caos del traffico, mentre la vettura dei fuggitivi si muove in modo spericolato, zigzagando tra strade affollate e marciapiedi. Non è solo una corsa; è un momento di paura collettiva, con i pedoni che si scostano, allarmati, a fronte di una realtà che sembra essere andata fuori controllo.
Ma la rete di sicurezza si chiude. La sezione Radiomobile di Giugliano, operativa e determinata, accorre e riesce a bloccare tutte le vie di fuga, mentre l’aria si riempie di tensione e lunghe attese.
Il colpo di scena
Realizzando di essere braccati, i tre malviventi abbandonano l’auto e tentano una fuga a piedi, ma le loro speranze svaniscono in pochi metri. La determinazione e la preparazione dei carabinieri prevalgono, e in un attimo, tutti e tre i sospetti vengono arrestati: Guido Semprebuono di 19 anni, Giacomo Grappa di quasi 22, e un complice di soli 17.
Durante le perquisizioni, la prova diventa inconfutabile: in loro possesso ci sono i 900 euro appena rubati e gli strumenti del crimine – un cacciavite e un coltello – che non fanno altro che confermare l’atrocità del loro gesto.
Un’indagine agguerrita
Le accusa per il trio sono serie: rapina aggravata, porto di armi, resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Mentre i due maggiorenni sono trasferiti in carcere, il minorenne viene collocato in un Centro di Prima Accoglienza. Ma l’operazione non termina con gli arresti; gli investigatori sono già al lavoro. Il modus operandi della banda richiama l’attenzione su altre quattro rapine recenti nella zona, tutte caratterizzate dallo stesso schema: supermercati come obiettivo e audaci fughe in auto. È l’inizio di una ricerca di risposte che potrebbe rivelare una rete criminale più ampia.
In un momento in cui la comunità respira una sensazione di inquietudine mista a sollievo, la sinergia tra forze dell’ordine e cittadini rimane un tema centrale: la sicurezza non è solo questione di presenza, ma un tessuto che abbraccia tutti noi.