Cronaca
Terremoto di magnitudo 5.1 scuote il Mar Ionio, comunità calabresi in apprensione per la sicurezza locale
Scossa di terremoto nel Mar Ionio: la Calabria si desta con un brivido, ma il sollievo è immediato. #Terremoto #Calabria
Immaginate l’alba che sfiora le coste ioniche della Calabria, con il sole che timidamente illumina il mare e le prime attività che si risvegliano in villaggi affacciati su acque profonde. Proprio in quel momento, alle 6:51 di sabato 10 gennaio, una scossa di magnitudo 5.1 ha fatto vibrare il Mar Ionio, con l’epicentro localizzato a sud-est di Capo Spartivento, a una profondità di 64,8 chilometri e a più di 20 chilometri dalla riva. È stato come un sussurro improvviso della terra, avvertito nelle comunità della fascia meridionale, dove le famiglie si sono fermate, forse con il cuore un po’ accelerato, ricordando quanto il nostro territorio sia intrecciato con forze naturali imprevedibili.
In questo contesto urbano e sociale, dove le città come Reggio Calabria e i paesi vicini vivono in equilibrio tra bellezza costiera e vulnerabilità sismica, non è mancato il pronto intervento. Il capo del Dipartimento della Protezione civile della Regione Calabria ha monitorato la situazione dalla Sala operativa di Catanzaro, confermando che, nonostante l’evento, non ci sono stati danni a persone o strutture. “Nonostante la scossa sia avvenuta in mare, e questo ha certamente attenuato gli effetti a terra, ho disposto verifiche nelle aree più vicine all’epicentro e non risultano segnalazioni di danni”, ha dichiarato, offrendo un tocco di rassicurazione in un momento di potenziale incertezza. È un promemoria gentile su come la preparazione possa trasformare un allarme in una storia di resilienza.
Le verifiche si sono estese anche alle strutture sanitarie, con un coordinamento fluido tra le autorità locali e l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. “Ho sentito anche la commissaria dell’Asp di Reggio Calabria: non ci sono criticità nemmeno per l’ospedale di Melito Porto Salvo”. Mentre le attività di monitoraggio proseguono, con un’attenzione dedicata alle zone costiere più esposte, la comunità calabrese può trarre un sospiro di sollievo, riflettendo su come questi eventi, per quanto rari, rafforzino i legami di solidarietà e la coscienza collettiva verso la protezione del nostro fragile territorio.
In fondo, episodi come questo ci invitano a considerare la bellezza e i rischi del vivere in una regione così viva e dinamica, ricordandoci che la vera forza sta nella risposta unita e nella vigilanza costante.
