Cronaca
Spari nel salotto di Napoli, per i 12 minuti di terrore in piazza Carolina: 4 fermi, tre sono minorenni
Dodici minuti di piombo nel cuore della città, a pochi passi dalla Prefettura e da piazza del Plebiscito, nel pieno della movida e nel tratto simbolo del “salotto buono” di Napoli.
È la notte tra l’11 e il 12 dicembre scorso quando, tra piazza Carolina, via Chiaia e l’imbocco dei Quartieri Spagnoli, va in scena una sequenza di spari che secondo gli investigatori non è una bravata, ma un regolamento di conti tra giovanissimi per il controllo di una porzione di territorio: panchine, punti di ritrovo, micro-spazi di potere che diventano frontiera.
A meno di un mese da quella notte, arriva la svolta: quattro fermi, tre a carico di minorenni e uno di un maggiorenne. L’operazione è il risultato delle indagini della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Napoli e dalla Procura per i minorenni.
E non è finita: gli inquirenti ritengono “probabile” il coinvolgimento di altri due giovanissimi, che potrebbero emergere con ulteriori riscontri e riconoscimenti.
La dinamica: l’assalto in piazza e i colpi “di ritorno”
Secondo la ricostruzione investigativa, a incastrare il gruppo sono state le immagini del circuito di videosorveglianza: una lunga sequenza di frame che avrebbe consentito di identificare i componenti delle nuove paranze.
È l’1.30 circa del 12 dicembre quando quattro ragazzi provenienti dai Quartieri Spagnoli arrivano in direzione di piazza del Plebiscito e puntano l’area delle panchine di piazza Carolina, luogo di stazionamento e “presidio” conteso.
Lì, sempre secondo gli atti, scatta il primo agguato: i quattro aprono il fuoco contro altri due minorenni. Non ci sono feriti, ma per gli investigatori il livello di pericolo è altissimo e la contestazione non si limita all’esplosione di colpi in aria: per uno dei fermati scatta l’accusa di tentato omicidio, segno che la traiettoria e la dinamica vengono lette come chiaramente dirette a colpire.
La tensione non si esaurisce in piazza. Nel tragitto di rientro, tra i vicoli e gli accessi ai Quartieri Spagnoli, partono altri colpi: una “stesa” che sposta l’azione di fuoco nel tessuto più fitto del centro, aumentando il rischio per chiunque si trovasse a passare. In quei minuti concitati, uno dei destinatari degli spari avrebbe anche tentato una rincorsa, una reazione istintiva che restituisce la fotografia di un conflitto a distanza ravvicinata, giocato tra gruppi di ragazzi armati.
“Panchine che fanno gola” e gruppi contrapposti
Il contesto, per gli investigatori, è quello di una competizione territoriale tra giovanissimi riconducibili a due aree: Quartieri Spagnoli e Pallonetto di Santa Lucia, realtà storicamente in frizione. Il punto di attrito sarebbe proprio la zona delle panchine di piazza Carolina: non solo un luogo di ritrovo, ma un avamposto simbolico in un’area dove la movida produce flussi, contatti, consumo e — sullo sfondo — piccoli traffici.
Il movente, allo stato, non viene descritto come del tutto definito: si parla di dissidi territoriali, verosimilmente legati a micro-gestioni e attività illegali, tra droga e alcol in una zona “radicata e dinamica” nelle notti napoletane.
Negli atti viene richiamato anche un precedente che ruota attorno ai Quartieri Spagnoli: uno dei soggetti finiti nel perimetro investigativo sarebbe stato coinvolto, a settembre, in un episodio grave culminato nell’ omicidio dell’innocente calciatore Umberto Catanzaro che era in auto con il vero obiettivo dell’agguato nato da una vendetta d’onore per la diffusione sui social di un video hot.
I tre minorenni fermati sono stati raggiunti dal provvedimento disposto dal pm Ugo Miraglia del Giudice, sotto il coordinamento della procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato. Il maggiorenne è invece seguito dal pm Celeste Carrano con l’aggiunto Sergio Amato. Contestate, a vario titolo, ipotesi di reato che comprendono detenzione/uso di armi, “stesa” e tentato omicidio (quest’ultimo attribuito — secondo quanto emerge — a tre dei quattro fermati). Per il maggiorenne viene indicata anche la modalità mafiosa, aggravante che alza ulteriormente il livello giudiziario dell’inchiesta.
Sul fronte cautelare: i tre minorenni sono stati portati al Centro di prima accoglienza dei Colli Aminei, mentre il maggiorenne è detenuto nel carcere di Secondigliano. L’udienza di convalida è fissata a breve, con gli interrogatori nei prossimi giorni e l’attesa delle strategie difensive.
Fonte REDAZIONE
