Cronaca
Scampia, piantate 400 piante per la prima microforesta

Napoli– Un lembo di macchia mediterranea sfida il grigio di Scampia. Stamattina, in via Zuccarini (comparto H), è nata la prima Microforesta di Comunità del quartiere: 200 metri quadrati colonizzati da 400 piantine autoctone e una siepe perimetrale di Teucrio. Un patto tra Legambiente, Comune e realtà locali per rigenerare un’area dimenticata, con il metodo Miyawaki che promette un bosco urbano in miniatura, resiliente e a basso costo.
Un patto contro il degrado: i protagonisti dell’inaugurazione
Presenti il sindaco Gaetano Manfredi, la vicesindaca Laura Lieto, l’assessore al Verde Vincenzo Santagada, Nicola Nardella presidente dell’Ottava Municipalità e Giuseppe Esposito consigliere.
Con loro Mariateresa Imparato di Legambiente Campania, Sandro Scollato di AzzeroCO2 e Adriana Oliva, ex docente Vanvitelli e co-finanziatrice. Il progetto unisce Legambiente (capofila con circoli Iride e La Gru), imprese come AzzeroCO2 e L’Uomo e il Legno, più la Municipalità 8.
Metodo Miyawaki: biodiversità che si autoregola
Ispirata alle “Tiny Forest del Mediterraneo”, la microforesta punta a creare un ecosistema compatto: 16 specie native per potenziare aria pulita, biodiversità e lotta all’isola di calore. Obiettivo ecologico: zero manutenzione dopo l’attaccamento iniziale, grazie all’autoregolazione naturale. Obiettivo sociale: coinvolgere residenti, scuole e terzo settore nella cura dello spazio, favorito dalla vicinanza alla metro linea 1.
Cosa sappiamo finora sull’impatto locale
Dati allarmanti sul verde: Napoli soffre di spazi pubblici insufficienti; qui si lancia la sfida alla riforestazione urbana low-cost.
Pannelli informativi in arrivo: Su legno, per regole d’uso, sensibilizzazione e attività didattiche.
Replicabilità: Monitoraggio costante per esportare il modello in altri angoli degradati della città.
“La riforestazione urbana è salute per i cittadini e resilienza climatica”, tuona Imparato. “Da Scampia ripensiamo gli spazi abbandonati: più verde, più comunità, meno cemento”.
