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Cronaca

Per i napoletani, Manfredi rafforza la sicurezza con 1.200 telecamere già attive e 350 in arrivo

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Per i napoletani, Manfredi rafforza la sicurezza con 1.200 telecamere già attive e 350 in arrivo

Napoli avanza nella battaglia per la sicurezza: telecamere che vegliano sulle strade, un segnale di speranza per la città. #SicurezzaNapoli #CittàSicura

Immaginate le strade affollate di Napoli, dove il brusio della vita quotidiana si mescola con le preoccupazioni per la sicurezza, e ora, tra i vicoli e le piazze, un network di occhi elettronici sta prendendo forma. È qui, in un incontro carico di tensione e ottimismo al comitato provinciale per l’ordine pubblico a Caivano, che il sindaco Gaetano Manfredi ha condiviso i dettagli di un rafforzamento vitale, sottolineando come la videosorveglianza stia diventando un alleato quotidiano per la comunità. Con un tono misurato, quasi come un genitore che valuta i progressi dei figli, Manfredi ha evidenziato i passi avanti: “Nel Comune di Napoli abbiamo 1.200 telecamere attive, al momento il 95% funziona”. Questa rete non è solo tecnologia, ma un riflesso del impegno per ridare fiducia a quartieri dove il crimine ha lasciato ferite profonde, come nei recenti fatti dei Quartieri Spagnoli.

Man mano che si discuteva, emergeva un messaggio più profondo: non si tratta solo di installare dispositivi, ma di assicurarne la durata nel tempo. Manfredi, con una nota di realismo che risuona nelle parole di chi conosce le sfide urbane, ha puntualizzato: “Il tema non è metterle, ma garantire la manutenzione e l’alimentazione elettrica, che nel passato non era stato garantito”. Pensate alle famiglie napoletane, che camminano per le vie con un misto di apprensione e speranza, sapendo che queste telecamere hanno già fatto la differenza. In casi recenti, come l’episodio che ha coinvolto il fratello dell’allenatore del Cagliari Fabio Pisacane, il sistema ha dimostrato la sua efficacia, identificando i responsabili e offrendo un barlume di giustizia in un contesto sociale dove ogni piccolo successo conta. È una vittoria modesta, ma palpabile, che rafforza la convinzione dell’amministrazione: “Negli ultimi casi di cronaca i colpevoli sono stati tutti identificati con le nostre telecamere”. E guardando avanti, con piani per espansione, si intravede un futuro più protetto: “Abbiamo una gara aggiudicata per 350 nuove telecamere che verranno installate nei prossimi mesi”, ha aggiunto, come un promemoria che la sicurezza è un processo continuo, legato alle risorse e alla volontà collettiva.

Ma oltre l’entusiasmo iniziale, c’è la realtà delle complessità urbane, dove ogni telecamera rappresenta non solo un deterrente, ma un’infrastruttura che si intreccia con la vita della città. Manfredi ha riflettuto con onestà su queste sfide: “Se avremo nuove risorse faremo un nuovo piano di ampliamento in altri quartieri”, e poi, con un tocco di riflessione editoriale, ha chiarito che non è una soluzione magica: “Mettere telecamere non è una cosa banale, significa garantirne il collegamento con la sala operativa in tempo reale. È un’infrastruttura tecnologica molto impegnativa che richiede un’interazione forte con il Ministero dell’Interno, perché la progettazione la fanno loro”. Questa interdipendenza tra livelli amministrativi sottolinea come la sicurezza di Napoli non sia isolata, ma parte di un tessuto più ampio, influenzato da risorse e collaborazioni che toccano la quotidianità delle persone. Per la comunità, significa più che numeri: è un passo verso strade più sicure, dove i genitori possono immaginare i figli giocare senza paura, e i commercianti riaprire le saracinesche con fiducia rinnovata.

Alla fine, guardando i progressi, Manfredi ha espresso una convinzione misurata: “Mi sembra che su questo si stiano facendo passi in avanti importanti”, e con un accento personale: “Io credo molto nella videosorveglianza come strumento di deterrenza ma anche come strumento di accertamento dei reati”. Questa evoluzione nella sicurezza urbana non è solo una statistica, ma un capitolo in corso nella storia di Napoli, dove ogni miglioramento ricorda che, tra le sfide sociali, la comunità sta imparando a proteggersi, passo dopo passo.

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