Un nuovo attacco vandalico sconvolge il Centro Asterix a San Giovanni a Teduccio nel cuore della notte di Capodanno: la comunità chiama aiuto. #Napoli #SicurezzaPerIGiovani
Immaginate la vivace San Giovanni a Teduccio, un quartiere di Napoli dove le strade pulsano di vita quotidiana, costellate da sogni e sfide. Qui, nel bel mezzo dei festeggiamenti per l’arrivo del nuovo anno, il Centro Asterix – un rifugio vitale per tanti giovani – è stato nuovamente preso d’assalto da ignoti, in un episodio che lascia un’ombra di inquietudine su una comunità già provata.
Proprio come due settimane fa, quando un primo raid aveva già scosso la struttura, i vandali si sono insinuati nottetempo, sfondando porte e portando via beni preziosi. I danni sono stati estesi, colpendo non solo gli spazi fisici ma anche le attività educative e sociali che rendono il Centro un pilastro per i ragazzi del quartiere. È un colpo che ferisce nel profondo, evidenziando quanto questi luoghi siano fragili di fronte a tali aggressioni.
I responsabili, con una voce mista a frustrazione e determinazione, raccontano: “A distanza di pochi giorni la situazione si è ripetuta – spiegano i responsabili – riportando il Centro in una condizione di grave difficoltà”. Definita “inaccettabile”, questa ripetizione sottolinea come il Centro Asterix non sia solo un edificio, ma “una casa, uno spazio sicuro e un’importante opportunità educativa e sociale” per molti giovani, offrendo loro un’ancora in un contesto urbano dove le opportunità non sempre abbondano.
In risposta a questo ennesimo episodio, i gestori hanno sollecitato un incontro urgente con il sindaco di Napoli e il prefetto, sperando di aprire un dialogo concreto sulla protezione di spazi come questi. È una chiamata che risuona come un richiamo alla responsabilità collettiva, ricordandoci quanto sia essenziale salvaguardare i luoghi che nutrono il futuro dei nostri quartieri.
Questa vicenda, tra le pieghe della vita cittadina, ci fa riflettere su come ogni attacco del genere non solo danneggi strutture, ma eroda il tessuto sociale, lasciando domande aperte su come rafforzare la rete di supporto per le nuove generazioni.