Spari nel cuore di Napoli: quando i festeggiamenti di Capodanno prendono una svolta pericolosa. #Napoli #Capodanno2026
Immaginate la vivace Napoli nella notte che segna l’ingresso nel 2026, con le strade colme di risate, botti e fuochi d’artificio che illuminano il cielo. Ma in quel momento di euforia, a Porta Nolana – un quartiere pulsante, cuore del trasporto pubblico regionale – qualcosa è andato storto, trasformando la gioia in un’allerta improvvisa.
Al mattino, mentre i primi raggi di sole filtravano tra i palazzi affollati, i dipendenti dell’Eav (Ente Autonomo Volturno) hanno aperto le porte e scoperto con un misto di incredulità e preoccupazione i segni di un pericolo reale: fori di proiettili sulle vetrate dell’edificio. Questi colpi, esplosi durante la notte, hanno raggiunto i piani superiori – dal 4° al 12° – ricordando a tutti quanto gli eccessi possano minacciare la quotidianità in un contesto urbano denso e vivace come questo, dove il trasporto pubblico è il filo che unisce la comunità.
Il presidente di Eav, Umberto De Gregorio, ha reagito con parole che catturano l’indignazione condivisa da molti: «Qualcuno si è divertito a sparare proiettili contro il nostro fabbricato per festeggiare il nuovo anno. Un atto sconsiderato che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi». È un commento che fa eco alle paure di chi vive qui, sottolineando quanto un gesto impulsivo possa compromettere la sicurezza di tutti.
Subito dopo, la Polizia di Stato è arrivata sul posto, impegnandosi in rilievi balistici e nell’analisi delle immagini dalle telecamere di sorveglianza, per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili. L’azienda, nel frattempo, si prepara a presentare una denuncia formale, in un momento che invita a riflettere sul delicato equilibrio tra tradizioni festose e il benessere collettivo in una città come Napoli, dove ogni evento risuona nell’anima della comunità.
Alla fine, episodi come questo ci spingono a considerare come le notti di festa possano rivelare fragilità sociali, richiamandoci a un maggiore senso di responsabilità per proteggere il tessuto urbano che ci accomuna.