Seguici sui Social
Nel 2025, il Cardarelli segna un anno di speranze con 81 trapianti di fegato e 76 di midollo, tre completati proprio nell’ultimo giorno dell’anno. Nel 2025, il Cardarelli segna un anno di speranze con 81 trapianti di fegato e 76 di midollo, tre completati proprio nell’ultimo giorno dell’anno.

Cronaca

Nel 2025, il Cardarelli segna un anno di speranze con 81 trapianti di fegato e 76 di midollo, tre completati proprio nell’ultimo giorno dell’anno.

Pubblicato

il

Trapianti di Capodanno all’Ospedale Cardarelli di Napoli: Un atto di resilienza nella città in festa #NapoliSalute #TrapiantiVita

Immaginate la vivace Napoli del 31 dicembre 2025, con le strade illuminate dai fuochi d’artificio e l’aria piena di eccitazione per l’arrivo del nuovo anno. In mezzo a questo turbinio festivo, l’Ospedale Cardarelli rimane un faro di dedizione, dove le sale operatorie non si fermano nemmeno per un secondo. Proprio in quel giorno, i chirurghi hanno portato a termine tre interventi vitali: un trapianto di fegato e due di midollo osseo, offrendo a pazienti in attesa una seconda chance in un momento simbolico di rinascita.

Questa attività incessante non è solo routine, ma un vero segnale di speranza per la comunità campana, dove le donazioni di organi stanno crescendo, aiutando decine di persone a combattere malattie che minano la vita quotidiana. È un promemoria gentile di come, in una regione così dinamica e sfidante, la medicina possa intrecciarsi con il tessuto sociale, rafforzando il legame tra chi dona e chi riceve.

I record nei trapianti di fegato: Un anno di trionfi silenziosi

Il 2025 si è concluso con numeri che parlano di progresso reale: l’Ospedale Cardarelli ha raggiunto un primato nazionale con 81 trapianti di fegato, un balzo del 73% rispetto ai 47 dell’anno precedente. Pensateci un attimo – una crescita del genere non è solo statistica, ma il risultato di un impegno costante che ha portato a tassi di sopravvivenza post-intervento vicini al 90%. Tra i casi trattati, dominano le cirrosi legate a virus, disturbi metabolici o abuso di alcol, spesso complicate da epatocarcinoma in oltre il 50% dei pazienti. È affascinante osservare come questi sforzi riflettano la realtà urbana di Napoli, dove le sfide sanitarie quotidiane spingono gli ospedali a innovare, offrendo non solo cure, ma un barlume di normalità.

Dietro questi successi c’è il Centro Trapianti di Fegato, un hub di eccellenza guidato dall’Unità di Chirurgia Epatobiliare e dall’Unità di Terapia Intensiva Fegato. Investimenti significativi in tecnologie avanzate hanno introdotto una nuova terapia subintensiva per i pazienti post-operatori, rendendo il processo più umano e accessibile. Come osservazione, è commovente vedere come queste innovazioni non solo salvino vite, ma contribuiscano a un sistema sanitario pubblico che, nonostante le sue complessità, continua a evolversi per il bene della comunità.

Le eccellenze nei trapianti di midollo: Una frontiera di speranza

Passando al reparto di Ematologia, il quadro è altrettanto ispiratore. Qui, sotto la direzione esperta, sono state eseguite 76 procedure di trapianto di cellule staminali ematopoietiche: 38 allogeniche, per lo più contro leucemie mieloidi acute, e 38 autologhe, mirate principalmente a mielomi multipli. A queste si aggiungono 12 trattamenti CAR-T, una tecnologia che modifica geneticamente i linfociti T del paziente per combattere i linfomi non-Hodgkin – un’innovazione che porta un tocco di futuro alle corsie affollate di un ospedale urbano.

In totale, l’anno ha visto 88 procedure tra trapianti e terapie intensive, culminate con cinque prelievi di midollo osseo, inclusi i due proprio il 31 dicembre. Queste attività evidenziano l’impatto profondo su pazienti e famiglie, ricordandoci come, in un contesto sociale spesso travagliato, la scienza medica offra un’ancora di stabilità e ottimismo.

Le parole del direttore generale Antonio D’Amore risuonano con una sincerità che “Il Cardarelli non si ferma mai. Anche nei giorni di festa, le attività proseguono a pieno ritmo, come dimostrano questi trapianti l’ultimo giorno dell’anno”, ha dichiarato. “Ringrazio il personale per il lavoro prezioso, professionale e generoso. La nostra sanità pubblica si regge sull’abnegazione di chi mette al primo posto l’assistenza ai bisognosi. Al team tutto, il mio grazie e un augurio di buon 2026”. È un tributo che cattura l’essenza di questi professionisti, la cui dedizione silenziosa ispira fiducia in un sistema che, pur con le sue ombre, rimane un pilastro per la comunità napoletana.

In conclusione, storie come queste dal Cardarelli non sono solo cronache mediche, ma riflessioni sul coraggio umano che lega una città intera, ricordandoci che ogni trapianto è un passo verso un futuro più luminoso per tutti.

Fonte

Cronaca

Paolo Caiazzo colpisce Napoli: il caos della Sit Down Comedy al CortéSe

Pubblicato

il

Paolo Caiazzo colpisce Napoli: il caos della Sit Down Comedy al CortéSe

Un boato di sirene ha squarciato il silenzio della zona di San Giovanni a Teduccio, segnando un nuovo capitolo in una saga che sembra non avere fine. I residenti, visibilmente scossi, raccontano di una sparatoria avvenuta nel cuore della notte, alimentando la paura che già permea questo quartiere. “Erano colpi veri, ho avuto terrore”, confida una donna, mentre i bambini si rifugiano tra le braccia delle madri.

La tensione si respira nell’aria. I carabinieri, già sul posto, hanno imposto transenne e isolato l’area. Testimoni parlano di almeno tre uomini armati che si sono dati alla fuga subito dopo il conflitto. “Non è la prima volta che succede”, aggiunge un barista del locale di fronte, incredulo ma affranto. “La gente qui vive nella paura, nessuno si sente al sicuro.”

Il giorno dopo, la città si sveglia con il dolore di un’altra ferita aperta. Napoli, sempre in bilico tra speranza e paura, è scossa da un evento che riporta alla mente troppe storie simili. Le forze dell’ordine hanno avviato indagini a tutto campo, ma gli abitanti chiedono risposte, domandano sicurezza. “Dobbiamo riprenderci il nostro quartiere”, afferma un anziano, scuotendo la testa. “Non possiamo continuare così.”

Il clima è teso. La notizia accende dibattiti infuocati sui social, mentre il quartiere, un tempo vibrante e pieno di vita, sembra aver perso la sua anima. Cosa serve per riportare la calma? I cittadini si sentono abbandonati, sempre più lontani da un’amministrazione che sembra impotente dinanzi a tali eventi. La situazione è in mano a chi dovrebbe fare ordine, ma il sentimento è che la strada da percorrere sia ancora lunga.

La paura invade ogni angolo di San Giovanni a Teduccio, ma le domande rimangono senza risposta. Questo non è solo un episodio, è un grido silenzioso che chiede di essere ascoltato. Come reagirà la comunità? E quando arriverà il momento in cui i napoletani potranno finalmente abbassare la guardia?

Continua a leggere

Cronaca

Notte di terrore al Vomero: incidente choc, auto ribaltata in curva!

Pubblicato

il

Notte di terrore al Vomero: incidente choc, auto ribaltata in curva!

Un nuovo grave episodio si aggiunge al bollettino di guerra sulle strade di Napoli. Il Vomero, quartiere noto per la sua vita vivace e per i suoi tornanti insidiosi, vede crescere la tensione tra i residenti. Via Palizzi si sta trasformando in una pista da corsa non autorizzata, soprattutto di notte.

“Inizia a diventare insostenibile”, racconta un uomo in attesa della funicolare, visibilmente preoccupato per gli incidenti sempre più frequenti. Intorno a mezzanotte, un’auto ha perso il controllo dopo la curva davanti alla fermata Palazzolo. Il veicolo si è ribaltato, colpendo diverse automobili in sosta. Sul posto sono accorsi vigili urbani e ambulanze, ma per molti la paura è ormai all’ordine del giorno.

Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, è stato avvertito dai residenti allarmati. “C’è molta, giustificata preoccupazione”, sottolinea, evidenziando i recenti incidenti mortali che hanno colpito Napoli. Solo nelle ultime 24 ore, tre vite si sono spente in eventi simili, con persone investite mentre cercavano di attraversare strade affollate. I cittadini di via Palizzi temono di seguire lo stesso destino.

La richiesta dei residenti è chiara: strisce pedonali rialzate davanti alla stazione, là dove anche i passeggeri con bambini o disabili rischiano. “Basterebbe poco per garantire la sicurezza”, aggiunge Capodanno, citando l’esempio di altre città europee, dove tali infrastrutture hanno dimostrato di funzionare.

Ma non finisce qui. L’appello si estende all’istituzione di una “Zona 30” in via Palizzi, dove il limite di velocità dovrebbe essere fissato a 30 chilometri orari. “I dati parlano chiaro”, continua Capodanno, “altrove queste misure hanno portato a una diminuzione significativa degli incidenti e del rumore”.

Il presidente del comitato non si ferma, anzi, lancia un appello diretto al sindaco Gaetano Manfredi e al prefetto Michele di Bari: “Non possiamo più aspettare. È urgente garantire la sicurezza di chi vive e lavora in queste strade”. La questione rimane aperta, lasciando molti a chiedersi quale sarà la prossima mossa delle autorità. Fino a che punto si dovrà aspettare per vedere cambiamenti significativi in una città che chiede a gran voce di essere ascoltata?

Continua a leggere

Cronaca

Napoli in allerta: finto ispettore ruba 96 mila euro da aziende locali

Pubblicato

il

Napoli in allerta: finto ispettore ruba 96 mila euro da aziende locali

Una truffa che sembra un film dell’orrore si è consumata a Napoli, dove una donna è finita nella rete di falsi poliziotti. “La chiamata sembrava reale, però sono stati i miei risparmi a pagarne le conseguenze”, racconta la testimone. È così che una truffa da oltre 96mila euro ha scosso il quartiere Vomero, dove la paura di essere raggirati ha preso il sopravvento.

Il meccanismo è semplice ma ingannevole. Tutto inizia con un sms inviato da un numero apparentemente ufficiale delle poste. Una comunicazione allarmante che spinge la donna a contattare il numero fornito, senza sapere che dietro ci sono truffatori pronti a tutto. “Non ho mai pensato potesse succedere a me”, confessa mentre cerca di ricomporre i pezzi della sua vita finanziaria.

La truffa è alimentata dalla tecnica dello spoofing telefonico. I criminali riescono a far apparire sullo schermo il numero della Questura di Novara. La donna, ignara del pericolo, riceve una telefonata da un sedicente ispettore che le spiega che il suo conto è a rischio e che i suoi risparmi devono essere urgentemente trasferiti per sicurezza. “Era così convincente, sembrava di parlare con un vero poliziotto”, aggiunge.

Dopo i bonifici, l’inevitabile denuncia. Gli agenti della polizia di Stato partono subito per capire come sia potuto accadere. Nei giorni successivi, riescono a recuperare circa 36mila euro sui conti coinvolti. Ma il grosso del denaro è svanito. Le indagini portano a identificare alcuni complici residenti in Campania e nel Lazio. “Stiamo seguendo diverse piste”, conferma un investigatore, ma si sente l’urgenza di una risposta.

Il clima di insicurezza aumenta. Le voci si intensificano nei bar del rione, e il bisogno di protezione sembra un tema ricorrente. Come è possibile che una truffa così sofisticata possa avvenire sotto i nostri occhi? Gli abitanti si interrogano se ci siano misure sufficienti per tutelarsi. L’ombra dei truffatori continua a pianificare con astuzia, mentre la strada rimane segnata dalla paura e dall’incertezza pubblica.

La lotta è solo all’inizio. Cosa si sta facendo per arginare fenomeni simili? E soprattutto: chi sarà il prossimo a cadere nella trappola? La speranza di una risposta è forte, ma l’ansia di un’altra vittima incombe.

Continua a leggere

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Alcuni contenuti sono generati attraverso una combinazione di una tecnologia proprietaria di IA e la creatività di autori indipendenti.
Per contatti [email protected]