Cronaca
Napoli, sparatoria di piazza Carolina: si è costituito Jhonny Percich
Jhonny Percich, 19 anni, si è costituito al carcere di Secondigliano. È indagato per la sparatoria in zona Chiaia di dicembre.
Napoli – Si è costituito nella notte nel carcere di Secondigliano, a Napoli, Jhonny Percich, per l’anagrafe Vincenzo Giovanni Percich Lucci, 19 anni uno dei tre maggiorenni indagati per la sparatoria avvenuta in zona Chiaia tra l’11 e il 12 dicembre scorsi, nel pieno della movida cittadina.
Il giovane era destinatario di un decreto di fermo emesso nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli e dalla Procura per i minorenni.
Gli inquirenti hanno reso noto che lo scorso 10 gennaio la polizia aveva già eseguito sette provvedimenti di fermo nei confronti di altrettanti indagati: quattro minorenni e tre maggiorenni. Tutti sono accusati, in concorso tra loro, di tentato omicidio e di porto e detenzione illegale di armi da fuoco, con l’aggravante delle modalità mafiose.
Uno dei quattro minorenni risulta tuttora irreperibile. In carcere ci sono da tre giorni oltre ai tre minorenni anche i due maggiorenni Carlo Forte, amico e sodale di Percich e il rivale Mario Pugillo.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno permesso di ricostruire l’episodio grazie anche alle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Secondo quanto accertato, un gruppo di giovani provenienti dai Quartieri Spagnoli avrebbe aperto il fuoco contro alcuni coetanei appartenenti a un gruppo del Pallonetto di Santa Lucia, in piazza Carolina, nel cuore di Napoli.
Gli spari, esplosi ad altezza d’uomo, avevano — secondo gli investigatori — una chiara finalità omicidiaria. Alla prima raffica avrebbe fatto seguito una reazione armata da parte dell’altro gruppo, con colpi esplosi durante la fuga a scopo intimidatorio.
L’episodio si inserisce in un più ampio quadro di contrasti tra bande giovanili legate a diversi quartieri limitrofi del centro cittadino.
Nella giornata di ieri il giudice ha convalidato i fermi di due maggiorenni e di tre minorenni arrestati, disponendo per i primi la custodia cautelare in carcere e per i secondi la detenzione in un istituto penale per minorenni.
Le indagini sono coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura per i minorenni di Napoli. Gli investigatori della Squadra Mobile, con il supporto dei commissariati San Ferdinando e Montecalvario, contestano a vario titolo i reati di tentato omicidio, porto e detenzione di arma da fuoco in concorso, con l’aggravante delle modalità mafiose.
La dinamica: due gruppi e la raffica in mezzo alla folla
La ricostruzione investigativa parla di un conflitto tra giovanissimi legati a zone diverse del centro storico: da un lato ragazzi provenienti dai Quartieri Spagnoli, dall’altro coetanei ritenuti riferibili all’area del Pallonetto di Santa Lucia.
In piazza Carolina, in una fascia oraria in cui l’area era ancora frequentata, sarebbero partiti i primi colpi “ad altezza d’uomo”, con un’intenzione definita dagli inquirenti come chiaramente omicidiaria. Alla raffica sarebbe seguita la risposta armata del gruppo rivale, con ulteriori esplosioni di colpi anche nelle fasi successive.
Le telecamere di videosorveglianza, secondo la Polizia, avrebbero permesso di ricostruire l’intera sequenza e di identificare i giovani ritenuti “gravemente indiziati”. L’episodio viene inquadrato in una catena di tensioni tra gruppi criminali giovanili che gravitano su quartieri differenti ma limitrofi, un fenomeno che negli ultimi mesi ha rialzato il livello di allarme nel centro cittadino.
Il ricorso annunciato: “Non c’è certezza nelle immagini”
Sul fronte difensivo, l’avvocato Giuseppe De Gregorio ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame per uno dei minorenni coinvolti. Secondo quanto riferito dal legale, il fermo non sarebbe stato convalidato dal gip dei minorenni, ma il ragazzo sarebbe stato comunque sottoposto a misura cautelare in istituto penale minorile in attesa di ulteriori chiarimenti.
La difesa contesta la tenuta del quadro indiziario fondato sui frame di videosorveglianza: nella ricostruzione, sostiene De Gregorio, si parlerebbe di “verosimiglianza” e non di certezza.
Al minorenne assistito viene contestato, in particolare, il concorso nei reati di porto e detenzione di arma. L’inchiesta, intanto, prosegue per definire ruoli e responsabilità individuali e per chiarire la sequenza completa degli spari, compresi quelli esplosi successivamente verso l’area dei Quartieri Spagnoli e l’episodio, emerso nelle informative, dei colpi contro l’abitazione di un diciottenne ritenuto coinvolto.
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