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Cronaca

Napoli, il mercato dell’oro rubato: così le bande piazzavano i preziosi a Pianura e al Borgo Orefici

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Napoli, il mercato dell’oro rubato: così le bande piazzavano i preziosi a Pianura e al Borgo Orefici

Napoli, il mercato dell’oro rubato: così le bande piazzavano i preziosi a Pianura e al Borgo Orefici

Napoli – Un sistema rodato, organizzato e capace di trasformare in contanti immediati l’oro rubato durante i furti in appartamento. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura di Napoli Nord, culminata nei giorni scorsi in un maxi blitz dei carabinieri con 38 arresti che ha smantellato sette bande specializzate nei colpi in casa.

Al centro della rete di ricettazione figura Alessandro Russo, 34 anni, indicato dagli investigatori come il ricettatore di riferimento dei gruppi criminali. L’uomo è stato arrestato presso la sua abitazione di via Fabrizio Padula, dove – secondo quanto accertato – aveva allestito una vera e propria attività abusiva di compravendita di oro, argento e preziosi, acquistando monili di provenienza delittuosa pienamente consapevole.

Le indagini hanno consentito di ricostruire come, nell’arco di due anni, Russo abbia ricettato ori e argenti provenienti da almeno 16 furti in appartamento, diventando un punto di riferimento stabile per le bande attive tra Napoli e provincia.

Ma il circuito non si fermava qui. Un ulteriore canale di smaltimento portava direttamente nel cuore del centro storico, al Borgo Orefici, dove una gioielleria – i cui titolari risultano indagati – avrebbe acquistato oro rubato in violazione delle norme sulla tracciabilità.

Un episodio emblematico risale al 21 febbraio 2024. Quel giorno i militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli, impegnati in un servizio di osservazione in abiti civili, notarono quattro uomini muoversi con circospezione tra via Stella e piazza Cavour. Si trattava di Maurizio Cangiano, Angelo Michelini, Ciro Fabiano ed Enrico Parisi, tutti già noti agli investigatori.

Michelini trasportava un borsone sportivo nero e rosso e una sacca scura con scritte bianche. Giunto all’altezza dei cassonetti della spazzatura in piazza Cavour angolo salita Stella, se ne liberava gettandoli all’interno. Subito dopo, insieme a Cangiano, saliva a bordo di una Lancia Ypsilon nera, mentre Fabiano e Parisi si allontanavano su una Lancia Ypsilon grigia.

I carabinieri recuperarono immediatamente il contenuto dei cassonetti e proseguirono il pedinamento. Le due auto si fermarono in via Marina, all’altezza del civico 19. Da lì Fabiano e Parisi si incamminarono a piedi verso la zona del Borgo Orefici, mentre Cangiano e Michelini rimasero in attesa in auto, a conferma – secondo gli inquirenti – di una divisione dei ruoli ben definita.

I due entrarono in una gioielleria, dove si trattennero per circa 10-12 minuti. All’uscita, i militari notarono Fabiano stringere in mano banconote da 50 euro, segnale inequivocabile dell’avvenuta vendita. Subito dopo, i quattro si dileguarono rapidamente.

Dai borsoni recuperati nei cassonetti furono rinvenute numerose custodie per gioielli, di vari marchi, forme e colori, riconducibili a una donna di Atripalda in provincia di Avellino,, dove avevano effettuato il furto, poi sottoposte a sequestro. Gli investigatori ritennero quindi fondato il sospetto che i monili d’oro fossero stati appena ceduti alla gioielleria.

Il successivo controllo all’interno dell’esercizio commerciale portò al sequestro di collane, un ciondolo e un anello in oro, per un peso complessivo di circa 14 grammi, che il titolare ammise di aver ricevuto poco prima da Ciro Fabiano ed Enrico Parisi, offrendogli 500 euro in contanti. L’uomo riconobbe inoltre di non aver registrato l’operazione, sostenendo di conoscere i due come clienti abituali e di aver “dimenticato” di formalizzare la compravendita.

Un passaggio che per gli inquirenti rappresenta la prova concreta del collegamento diretto tra le bande di ladri e i canali di ricettazione nel Borgo Orefici, tassello decisivo dell’inchiesta che ha consentito di disarticolare l’intera filiera criminale, dai furti negli appartamenti fino alla trasformazione dell’oro rubato in denaro contante.

(Nella foto i proventi di un furto e nei riquadri Maurizio Cangiano, Ciro Fabiano, Enrico Parisi e Angelo Michelini)

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