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Cronaca

Napoli, i ladri seriali volevano colpire le ville di Fendi e del Governatore della Banca d’Italia

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L’inchiesta della Procura di Napoli Nord smantella sette bande di ladri seriali, arrestando 38 persone per furti e truffe.

L’inchiesta della Procura di Napoli Nord sulle sette bande di ladri seriali che ha portato in carcere 38 persone ricostruisce la rete criminale composta dai sette sodalizi interconnessi, specializzati in furti in abitazione, ricettazione e truffe agli anziani. Monitoraggi, intercettazioni e pedinamenti hanno portato al blitz che si è consumato all’alba di oggi,

Un’indagine lunga sedici mesi: denunce, intercettazioni e pedinamenti

È partita da una singola denuncia, quella presentata il 16 giugno 2023 da una donna, vittima di un furto nella sua abitazione di Casoria, l’imponente inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli Nord e condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli.

Da quel primo episodio, apparentemente isolato, gli investigatori hanno iniziato a intravedere un disegno più ampio: modalità operative ricorrenti, telefoni “dedicati”, spostamenti sospetti e una rete di soggetti che si muovevano con ruoli ben definiti.

Tra giugno 2023 e ottobre 2024 sono stati monitorati 50 soggetti e 18 veicoli. Le attività investigative hanno incluso 82 intercettazioni telefoniche, 47 acquisizioni di traffico telefonico e telematico, tre intercettazioni ambientali (tra veicoli e abitazioni), tre servizi di intercettazione telematica, due osservazioni da remoto con telecamere e 20 servizi di osservazione, controllo e pedinamento. Cinque i veicoli sottoposti a sequestro probatorio.

L’analisi incrociata di tabulati, conversazioni e immagini di videosorveglianza ha consentito agli inquirenti di attribuire ogni singolo episodio delittuoso a specifici gruppi criminali, rivelando l’esistenza di sette sodalizi autonomi ma permeabili tra loro, capaci di collaborare o scambiarsi uomini e informazioni a seconda delle occasioni.

Elemento centrale dell’indagine è stato l’uso sistematico di telefoni cellulari di vecchia generazione, spesso Nokia GSM, con SIM intestate a cittadini stranieri inesistenti. Un vero e proprio “circuito chiuso” di comunicazione, pensato per eludere controlli e infezioni da spyware.

I sopralluoghi a Fregene: ville eccellenti nel mirino

Nel corso delle indagini è emerso anche un inquietante capitolo laziale. Una delle batterie, riconducibile al gruppo guidato da Alfredo Massimo, si era spinta fino a Fregene, sul litorale romano, dove sorgono alcune delle ville più lussuose d’Italia. Tra gli obiettivi attenzionati figuravano le residenze della famiglia Fendi e quella del Governatore della Banca d’Italia.

I sopralluoghi, effettuati sia di giorno che di notte, avevano però convinto i ladri a desistere: sistemi di sicurezza avanzati, vigilanza e difficoltà logistiche avevano reso i colpi troppo rischiosi. Un dettaglio che restituisce, tuttavia, la misura dell’ambizione criminale dei gruppi e della loro capacità di pianificare colpi di alto profilo.

1) Il gruppo di Pasquale Caiazza: la batteria “familiare”

A capo del primo sodalizio individuato c’è Pasquale Caiazza, affiancato stabilmente dal padre Mauro Caiazza, detto “Maurizio”, e dal cugino acquisito Dario Marra, soprannominato “Tigre”. Un gruppo a forte connotazione familiare, rodato e particolarmente attivo.

Alle loro attività ha preso parte, in più occasioni, anche Alfredo Massimo, pur mantenendo una propria autonomia operativa. Proprio questa batteria è ritenuta responsabile del furto ai danni di Rosa Tucci, episodio che ha dato origine all’intera indagine.

Gli investigatori sono riusciti a collocare con certezza Caiazza, Marra e Massimo a Casoria il giorno del colpo, grazie all’incrocio tra tabulati telefonici e dati di localizzazione. La perizia criminale del gruppo è emersa anche nel furto del 14 novembre 2023 a Portici, in casa di Elena Dandolo: nonostante la foratura di una ruota dell’auto usata per il colpo, una Fiat Bravo, i ladri riuscirono ad asportare una cassaforte con 25mila euro in contanti.

La batteria Caiazza era in grado di commettere più furti nella stessa giornata, cambiando frequentemente SIM per depistare le indagini. I monili rubati finivano poi sul mercato nero attraverso Alessandro Russo, ricettatore di riferimento.

2) Il gruppo di Alfredo Massimo, detto “’o Gemello”

Figura centrale dell’intera inchiesta è Alfredo Massimo, detto “’o Gemello”, personaggio noto nell’ambiente criminale. Da dicembre 2023 ha iniziato a operare in autonomia con i figli Vincenzo e Alessandro Massimo e il nipote Emanuele Marotta.

Il suo gruppo si distingueva per un modus operandi più aggressivo: sopralluoghi notturni, spesso effettuati dallo stesso Massimo in solitaria, e una rete di “basisti” pronti a segnalare obiettivi appetibili. Tra questi Vincenzo Moccia, detto “Bambulella”, e Carmine Di Napoli.

Massimo veniva contattato anche da altri soggetti, come Michele Esposito, che gli indicava abitazioni e attività commerciali vulnerabili, notate durante il suo lavoro di rider. Il raggio d’azione del gruppo si estendeva ben oltre Napoli, arrivando fino a Benevento e al Lazio.

È in questo contesto che emerge il contatto con Silvio De Cubellis, pregiudicato trapiantato in provincia di Roma, che avrebbe ingaggiato Massimo per un colpo a Fregene. Un progetto abortito, ma che rivela l’alto livello delle mire criminali.

3) Il gruppo di Salvatore Di Napoli, detto “’o Nanuccio”

Il terzo sodalizio ruotava attorno a Salvatore Di Napoli, detto “’o Nanuccio”. Con lui operavano la compagna Sara Marino, il nipote Ciro Talotti, il genero Ivan Sperati e, in alcune fasi, lo stesso Alfredo Massimo.

L’arresto di Talotti, avvenuto il 9 novembre 2023 ad Angri, ha segnato un punto di svolta, incrinando gli equilibri interni. I rapporti tra Di Napoli e Massimo si sono progressivamente deteriorati, soprattutto per divergenze sulle modalità operative. Da qui la scelta di Di Napoli di affidarsi maggiormente al genero Sperati.

Il gruppo ha operato soprattutto tra la provincia sud di Napoli, il confine con Salerno, l’area vesuviana e l’agro aversano, utilizzando sistematicamente utenze Lycamobile intestate a prestanome inesistenti.

4) Il gruppo di Ciro Fabiano: gli specialisti delle serrature

All’inizio del 2024 Massimo ha valutato una collaborazione con il gruppo guidato da Ciro Fabiano, affiancato da Enrico Parisi e Maurizio Cangiano. Una batteria nota per l’elevata specializzazione nell’apertura di serrature europee di ultima generazione.

Dopo alcuni sopralluoghi congiunti, Massimo ha però preferito sfilarsi, rifiutando un ruolo secondario. Il gruppo Fabiano ha continuato a operare tra Napoli, Avellino, Benevento e, infine, Frosinone, dove è stato arrestato il 22 febbraio 2024.

Anche in questo caso, i monili rubati venivano ceduti a Alessandro Russo o alla gioielleria Gallotti del Borgo Orefici di Napoli.

5) I gruppi di Giuseppe Grammatico e Gennaro Rizzo

L’inchiesta ha poi fatto luce su altri due sodalizi. Il primo, guidato da Giuseppe Grammatico, era attivo sia nei furti in abitazione sia nelle truffe dello “specchietto” ai danni di anziani. Fondamentale per ricostruirne la struttura è stato il ritrovamento del cellulare “da lavoro” smarrito durante un furto.

Il secondo gruppo faceva capo a Gennaro Rizzo, che continuava a delinquere nonostante fosse agli arresti domiciliari, violando ripetutamente le prescrizioni. Con lui operavano Roberto Micillo e Paolo Monaco.

6) Il nuovo gruppo di Dario Marra

Sfuggito all’arresto dell’8 febbraio 2024, Dario Marra ha rapidamente riorganizzato una nuova batteria criminale nel Rione Traiano, coinvolgendo Lucio Russo, Salvatore Autiero e Aniello Di Napoli.

Marra ha continuato a utilizzare lo stesso telefono già intercettato in passato, permettendo ai carabinieri di ricostruire anche questa nuova rete. Tra i soggetti coinvolti anche Gennaro Guarracino e Maria Pia Iovine, protagonisti di almeno tre colpi prima dell’arresto.

L’elenco completo degli indagati

 

Giuseppe Agerola, nato a Napoli l’11 gennaio 1983;

Salvatore Autiero, nato a Napoli il 23 dicembre 1982;

Antonietta Caiazza, nata a Napoli il 17 gennaio 1968;

Mauro Caiazza, nato a Napoli il 21 marzo 1971;

Pasquale Caiazza, nato a Pollena Trocchia (Napoli) il 26 luglio 1994;

Maurizio Cangiano, nato a Mugnano di Napoli il 23 febbraio 1982;

Salvatore Cangiano, nato a Napoli il 26 aprile 1973;

Luigi Cavuoto, nato a Napoli il 28 giugno 1975;

Antonio Corduas, nato a Napoli il 1° ottobre 1990;

Aniello Di Napoli, nato a Napoli il 26 dicembre 1988;

Carmine Di Napoli, nato a Napoli il 26 gennaio 1956;

Salvatore Di Napoli, nato a Napoli il 28 ottobre 1960;

Michele Esposito, nato a Napoli il 6 gennaio 1984;

Ciro Fabiano, nato a Napoli il 20 luglio 1958;

Gennaro Grammatico, nato a Napoli il 5 dicembre 1981;

Giuseppe Grammatico, nato a Napoli il 4 febbraio 1977;

Gennaro Guarracino, nato a Napoli l’11 marzo 1978;

Maria Pia Iovine, nata a Napoli il 7 novembre 1998;

Antonio Leporanico, nato a Napoli l’8 marzo 1949;

Pasquale Maglione, nato a Napoli il 16 febbraio 1977;

Sara Marino, nata a Napoli il 3 marzo 1981;

Emanuele Marotta, nato a Napoli il 30 luglio 1993;

Dario Marra, nato a Napoli il 19 novembre 1987;

Alessandro Massimo, nato a Napoli il 6 settembre 1996;

Alfredo Massimo, nato a Napoli il 10 gennaio 1966;

Vincenzo Massimo, nato a Napoli il 9 maggio 1991;

Angelo Michelini, nato a Napoli il 31 gennaio 1988;

Roberto Micillo, nato a Napoli il 13 ottobre 1996;

Maurizio Minichini, nato a Napoli il 4 dicembre 1975;

Vincenzo Moccia, nato a Napoli il 19 ottobre 1975;

Paolo Monaco, nato a Napoli il 31 maggio 1964;

Enrico Parisi, nato a Napoli il 7 dicembre 1988;

Pasquale Pisa, nato a Napoli il 13 settembre 1992;

Gennaro Rizzo, nato a Napoli l’11 settembre 1980;

Alessandro Russo, nato a Napoli l’8 agosto 1990;

Lucio Russo, nato a Napoli il 21 aprile 1971;

Ivan Sperati, nato a Napoli il 21 giugno 1983;

Ciro Talotti, nato a Napoli il 2 febbraio 1983.

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