Cronaca
Napoli, è Jhonny Percich il pistolero ricercato di piazza Carolina
Napoli- E’ Vincenzo Giovanni Lucci Percich detto Jhonny, 19 anni, il pistolero di piazza Carolina. Risulta irreperibile il giovane rampollo dei Quartieri Spagnoli, figlio del boss Salvatore in carcere da alcuni mesi insieme con un altro figlio minorenne e altri tre complici perché accusati dell’omicidio dell’innocente calciatore Umberto Catanzaro.
Jhonny Percich secondo gli investigatori è a capo della banda di baby camorristi dei Quartieri che si contrappone a quelli di piazza Carolina. E’ uccel di bosco da alcuni giorni dopo una vacanza a Barcellona con la fidanzata e aveva programmato anche un viaggio ad Amsterdam per il 16 gennaio.
I motivi dello scontro armato tra due baby paranze legate ai circuiti camorristici dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di Santa Lucia, che si contendono il controllo delle piazze di spaccio tra piazza Carolina, via Chiaia e l’area di piazza Plebiscito a Napoli sono al centro dell’indagine della squadra mobile di Napoli culminato nella richieste di sette fermi tra cui cinque minorenni e due maggiorenni.
Uno è appunto il pistolero Jhonny Percich immortalato con due pistole in mano mentre fa fuoco verso gli avversari in piazza Carolina e l’altro è il suo complice Carlo Forte. Il teatro è il salotto monumentale della città, trasformato in campo di battaglia da ragazzini tra i 15 e i 17 anni che agiscono con modalità da clan adulto: armi multiple, premeditazione, raid in scooter, stese di risposta.
Due baby paranze per il centro di Napoli
Tutto contenuto nelle circa 100 pagine del derceto di fermo per quattro minorenni firmato dal pm Ugo Miraglia Del Giudice della Procura per i Minorenni di Napoli. Si parla dei due gruppi contrapposti. Da un lato il blocco “Quartieri Spagnoli”, guidato dal maggiorenne Percich Lucci Vincenzo Giovanni detto “Jhonny”, con Forte Carlo e i minorenni M.L. e A. F. entrambi classe 2010, inquadrati dagli inquirenti come commando armato in pieno stile camorristico. Dall’altro il fronte “Pallonetto-Santa Lucia”, che fa capo ai minorenni M. C. (2009), G. P. (2008) e all’alleato M.P, che compirà 18 anni in estate, indicati come i ragazzi di piazza Carolina che presidiano il fronte mare tra via Santa Lucia e via Gennaro Serra.
Gli investigatori inseriscono queste baby gang in una dinamica di controllo del territorio. Non a caso il raid armato di Piazza Carolina non è letto come semplice regolamento di conti personale, ma come azione esemplare per riaffermare dominio sulle piazze di spaccio nell’area di piazza Plebiscito, via Chiaia e salita Sant’Anna di Palazzo.
La notte del 12 dicembre: il commando sui due scooter
Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, tutto comincia nella notte del 12 dicembre 2025, poco dopo l’una e mezza. Le telecamere private di vico Cariati e vico San Sepolcro immortalano la fase preparatoria: Jhonny Percich, Carlo Forte, M.L. e A. F. si danno appuntamento all’angolo dei Quartieri, recuperano uno scooter Sym bianco risultato rubato e un Beverly scuro.
Le immagini mostrano una coreografia collaudata: uno scooter esce dalla zona dell’abitazione di Forte, raggiunge vico Caricatoio dove vive Jhonny, lo carica come passeggero, poi torna al punto di raccolta; poco dopo compaiono i due minorenni, vestiti di nero, con casco integrale e berretto, mani in tasca come a reggere le armi. I quattro si dividono sui due mezzi – Jhonny passeggero dello scooter scuro guidato da Forte, mentre i due minorenni sul Sym bianco – e alle 01.46 circa imboccano via Emanuele De Deo, diretti verso il cuore della città.
Nei nove minuti successivi le telecamere cittadine li riprendono tra i dedali dei Quartieri, in piazza Trinità degli Spagnoli, via Girardi, Montesanto: i passeggeri hanno già le pistole in pugno, le armi vengono esibite persino contro scooter e auto che incrociano la loro traiettoria dopo un tamponamento in via Montesanto.
Le immagini congelano dettagli inquietanti: M.L. che brandisce due pistole contemporaneamente ad altezza uomo, Jhonny che mostra una pistola per mano, passaggi di armi tra i due minorenni per liberarsi le mani e rialzare il mezzo caduto.
L’irruzione in piazza Carolina e il conflitto a fuoco
Il commando entra nell’area monumentale passando da salita Sant’Anna di Palazzo in direzione via Chiaia: due telecamere private registrano lo sfilare dei due scooter con quattro ragazzi armati, il passeggero dello scooter di Jhonny che solleva le braccia parallele al suolo e punta due pistole in direzione via Chiaia. La distanza fra il punto di ripresa e piazza Carolina è di circa cento metri, uno scivolo diretto verso il bar “Da M.” e l’area pedonale a ridosso del colonnato di piazza Plebiscito.
Alle 01.55 circa il sistema di videosorveglianza cittadino in piazza Carolina cattura la scena centrale: i due scooter irrompono dal varco di via Chiaia, procedono tra i ragazzi a piedi e puntano più armi ad altezza uomo verso il gruppo in cui sono ben riconoscibili i due nemici minorenni, ovvero M.C. e G.P. Le immagini mostrano una fiammata uscire da una delle pistole di Jhonny, mentre contemporaneamente il passeggero dello scooter bianco – indicato come A.F. – solleva la propria arma verso il gruppetto.
Sul selciato e sul gazebo del bar “Da M.” gli agenti della Scientifica reperiranno bossoli di diversi calibri (9×19 SB, 9 Luger GFL, 6,35 PPU 25 Auto) e un foro di impatto sul tendone, segni concreti di colpi esplosi a brevi distanze, in pieno orario notturno ma in un luogo solitamente affollato di turisti e giovani.
Per gli inquirenti, la pluralità di armi e di colpi, tutti diretti ad altezza uomo verso più persone, dimostra sia l’idoneità letale dell’azione sia l’animus necandi richiesto per configurare il tentato omicidio aggravato.
Quando i due scooter completano il giro della piazza e rientrano verso via Chiaia, le stesse telecamere li riprendono mentre i passeggeri continuano a sparare verso l’alto, scarrellano le armi e ostentano ancora il fuoco in corsa lungo via Gennaro Serra, via Chiaia e salita Sant’Anna di Palazzo. Le telecamere con audio catturano almeno sei colpi provenienti dalla zona tra piazza Carolina e l’imbocco di Sant’Anna; sul terreno saranno repertati ulteriori bossoli calibro 9mm lungo il percorso della fuga.
La risposta dei “ragazzi di piazza Carolina” e la stesa sotto casa di Jhonny
La misura non si ferma al raid: documenta in parallelo la reazione del fronte “Pallonetto-Santa Lucia”. Le telecamere interne del bar Da M. riprendono infatti M.C. che, mentre cerca riparo con G.P. nel gazebo, impugna una piccola pistola e pochi secondi dopo spara almeno due colpi verso gli scooter in fuga. Un bossolo calibro 25 Auto PPU, ritrovato a circa un metro dal punto in cui il minore viene ripreso mentre spara, chiude il cerchio probatorio su quella arma di piccolo calibro.
Subito dopo, le immagini mostrano M.C. che passa l’arma a G.P.: il ragazzo del Pallonetto parte di corsa verso via Chiaia rincorrendo i motocicli, poi, quando si accerta che sono ormai lontani, torna indietro e si ricongiunge agli altri due complici. In tre salgono su un Sym Symphony e fuggono in direzione Monte di Dio, attraversando il varco di lettura targhe “Spagnoli – via Monte di Dio”: la targa ricondurrà gli investigatori a una donna residente in via Pallonetto a Santa Lucia, stesso edificio in cui risulta abitare uno dei ragazzi.
Ma la faida non si chiude con lo scontro a distanza in piazza. Alle 03.10 circa, nella stessa notte, una nuova scarica di colpi viene segnalata a vico Caricatoio, proprio sotto l’appartamento dove da poco si è trasferito Jhonny Percich. Le telecamere di via Nicotera riprendono un Sym Symphony con targa coperta, in sella tre soggetti: dalla tuta nera con inserti bianchi gli investigatori riconoscono il quasi diciottenne M.P., già visto al fianco degli altri due minorenni, e notano che uno degli occupanti impugna un’arma da fuoco al ritorno da via Santa Teresella degli Spagnoli.
Il sopralluogo a vico Caricatoio accerta un’ogiva conficcata, il danneggiamento di una porta-finestra e, all’interno del civico 5, nella cassetta telecom del condominio di Jhonny, 22 cartucce calibro 6,35 con la stessa stampigliatura PPU 25 Auto rinvenuta sul bossolo di piazza Carolina, oltre a materiale da confezionamento di droga.
L’ordinanza sottolinea il valore simbolico della stesa sotto casa: la contro-paranza dei “ragazzi di piazza Carolina” porta il conflitto armato nel cuore dei Quartieri Spagnoli, a pochi metri dal nuovo domicilio del figlio di un presunto killer di camorra, trasferendo la guerra delle piazze fin dentro il santuario storico della malavita napoletana.
Telecamere, social e parentele: l’inchiesta sugli adolescenti armati
Il quadro accusatorio regge soprattutto su tre pilastri: videosorveglianza capillare, incrocio con i social e appartenenze familiari. I pm minorili e la Squadra Mobile ricostruiscono minuto per minuto la spedizione armata: cronometro alla mano, stimano in undici minuti l’andata e ritorno del commando da vico Cariati a piazza Carolina e ritorno, per circa 900 metri di distanza a tratta, e sovrappongono tracciati, mappe Google e orari di ogni telecamera attiva.
Le immagini vengono poi comparate con fotosegnalamenti e foto estratte da TikTok e Instagram: il cappello-scarf di Jhonny già immortalato in un precedente arresto per armi, la tuta Adidas verde militare con zip bianca e inserti rossi di M.L. postata sul profilo della madre, il giubbotto smanicato Nike nero di A.F,, le scarpe bianche con inserti neri, la tuta nera con bande bianche di M.P.
La procura sottolinea come questi dettagli di abbigliamento, ripetuti in contesti diversi, diventino elementi identificativi chiave, in particolare quando i ragazzi tentano di camuffarsi con ulteriori indumenti neri poi abbandonati in corsa.
Un ulteriore strato di prova arriva dalle intercettazioni ambientali sulla Fiat 500X in uso a Jhonny. In una conversazione del 18 dicembre con la madre, il ragazzo racconta che “quelli di mezza piazza Carolina” gli avrebbero confessato l’autore della stesa sotto il suo balcone, indicando i nomi di…omissis e “omissiis… quello che se la faceva con il chiatto”, ex amico del fratello.
Sul versante familiare, l’ordinanza richiama pesantemente la genealogia criminale: Jhonny è figlio di Percich Salvatore, arrestato a ottobre 2025 per l’omicidio dell’innocente calcciatore dilettante Umberto Catanzaro, con una lunga storia nei clan, e già legato a Bizzarro Antonio, collegato agli Amato-Pagano dell’area Nord.
Il pm parla di “abitualità a delinquere” in un crescendo di gravità, con giovanissimi che maneggiano armi da fuoco con disinvoltura, si muovono tra più basi logistiche (tra Quartieri Spagnoli, Pallonetto e Pianura) e sono costantemente intercettati in gruppi numerosi sulle scalinate del colonnato e in via Santa Lucia.
Pericolo di fuga e guerra aperta sulle piazze
Il provvedimento di fermo per i quattro minori si fonda sulla contestazione di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto di armi da fuoco, danneggiamento seguito da esplosione , ricettazione degli scooter, con aggravante del metodo mafioso e, per alcuni capi, premeditazione.
Invece ad M. C. viene contestato anche un tentato omicidio in risposta, per i colpi esplosi verso il commando in fuga; a G.P. la co-detenzione dell’arma e la partecipazione alla fuga armata con M.C. ed M. P.
Sul piano cautelare, i magistrati minorili insistono su due profili: il pericolo di reiterazione di condotte ritorsive in un contesto di faida aperta tra due gruppi contrapposti, e il rischio concreto di fuga alimentato dalla rete di appoggi e dalla mobilità dimostrata in pochi giorni tra case “di fortuna”, viaggi all’estero e basi fuori quartiere.
La guerra per il controllo delle piazze di spaccio nella zona di piazza Plebiscito viene descritta come già in atto, con un’escalation che ha trasformato la principale cartolina di Napoli in teatro di un conflitto tra baby boss, in piena continuità con la camorra adulta ma con attori sempre più giovani e imprevedibili.
