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Cronaca

Mentre la notte avvolge i Campi Flegrei, un terremoto di magnitudo 3.1 disturba il sonno della comunità

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Mentre la notte avvolge i Campi Flegrei, un terremoto di magnitudo 3.1 disturba il sonno della comunità
Mentre la notte avvolge i Campi Flegrei, un terremoto di magnitudo 3.1 disturba il sonno della comunità

Notte di apprensione ai Campi Flegrei: una scossa di magnitudo 3.1 interrompe il sonno di Napoli, risvegliando paure antiche del territorio #Terremoto #CampiFlegrei #Napoli

Immaginate la quiete di una notte invernale, interrotta all’improvviso da un tremore sotterraneo che scuote i letti e i sogni della gente. È accaduto proprio così, alle 3:23, quando una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 ha fatto vibrare l’area dei Campi Flegrei, con un epicentro a pochi chilometri da Pozzuoli, in prossimità della Solfatara, e un’ipocentro superficiale a soli 2 chilometri di profondità. Questa improvvisa agitazione ha raggiunto non solo le strade flegree, ma anche i quartieri vivaci di Napoli, dove residenti e famiglie si sono ritrovati bruscamente svegli, in un misto di sorpresa e preoccupazione per la loro sicurezza quotidiana.

Il contesto urbano di questa zona, ricca di storia vulcanica e comunità resilienti, amplifica l’impatto emotivo: molti hanno sentito il suolo ondeggiare sotto i piedi, accendendo ricordi di eventi passati e rafforzando il legame tra le persone e il territorio instabile che abitano. Per fortuna, non si sono registrati danni a persone o cose, ma l’episodio ha comunque lasciato un’eco di inquietudine, con una replica di magnitudo 2.9 che è arrivata solo un minuto dopo, seguita da un’altra di 1.6 e un’ulteriore scossa di 1.3 alle 5:19. È un promemoria che la natura del suolo flegreo non è mai completamente prevedibile, e come tale, continua a influenzare la vita delle comunità locali con un’intensità moderata.

Guardando indietro, la giornata precedente non era stata tranquilla: alle 13:54, un’altra scossa di magnitudo 2.9 aveva già segnalato una certa attività, integrandosi in un quadro più ampio delineato dal bollettino settimanale dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Questo documento, aggiornato al 4 gennaio, descrive una sismicità complessivamente contenuta, con 28 eventi registrati e una magnitudo massima di 2.1 ±0.3. L’evento di magnitudo 2.9 di ieri, insieme alle scosse recenti, entrerà nel prossimo bollettino, offrendo un monitoraggio continuo che gli esperti considerano essenziale per comprendere queste dinamiche.

Parallelamente, il bollettino evidenzia cambiamenti nel suolo: una velocità media di sollevamento di circa 25 millimetri al mese, con un incremento recente di 5 millimetri rilevato dal sensore RITE nell’area del Rione Terra, portando il totale a 22,5 centimetri dal gennaio 2025. Gli specialisti spiegano come simili variazioni, sebbene rapide, non alterino l’andamento generale di un fenomeno complesso e non lineare, dove la correlazione tra sismicità e deformazione non è mai diretta o rigida. Dal punto di vista geochimico, non emergono novità significative, e i prossimi bollettini mensili forniranno ulteriori insight.

In una regione come i Campi Flegrei, dove il terreno racconta storie di vulcani e resilienza umana, questi eventi invitano a una riflessione attenta: non solo sui dati scientifici, ma su come essi tocchino la vita quotidiana delle persone, ricordandoci l’importanza di una convivenza equilibrata con la natura del nostro territorio.

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