Mentre il turismo esplode a Napoli, i lavoratori della mobilità rimangono esclusi dal progresso comune

Mentre il turismo esplode a Napoli, i lavoratori della mobilità rimangono esclusi dal progresso comune

Napoli sotto le luci del Natale: boom turistico che esalta la città, ma lascia indietro chi la muove ogni giorno. #TurismoNapoli #EquitàLocale

Immaginate le strade di Napoli illuminate dai fuochi d’artificio natalizi, con turisti che si riversano per i vicoli storici, ridendo e assaporando il calore della città. È stato un periodo di vero fermento, con flussi di visitatori che hanno superato ogni previsione, trasformando le festività in una sinfonia di voci e colori. Eppure, dietro questo quadro festoso, si nasconde una storia più sfumata, dove non tutti i napoletani hanno potuto godere della stessa musica.

Mentre ristoranti e hotel brillano per i guadagni record, un’ombra di disuguaglianza si allunga sui lavoratori della mobilità, come i tassisti, che si trovano ai margini di questa crescita. Le vie del centro, tipicamente vivaci, hanno visto un’esplosione di traffico senza precedenti, con bus turistici che sfrecciano senza una guida chiara, lasciando i collegamenti essenziali – dai collegamenti tra aeroporto e stazione – come uniche briciole per chi opera su strada. È un contrasto palpabile: la città pulsa di energia, ma per molti operatori del settore, questo ritmo frenetico si traduce in giornate di fatica e incertezze, evidenziando quanto il progresso possa essere selettivo.

In questo caos urbano, l’assenza di un coordinamento pubblico efficace ha lasciato spazio a una disorganizzazione che penalizza tutti. Il turismo di massa, con i suoi visitatori spesso frettolosi, ha “consumato” le risorse della città senza lasciare tracce durature – né investimenti stabili, né posti di lavoro affidabili, né benefici diffusi per le comunità. Le periferie, lontane dal clamore del centro affollato, rimangono silenziose, come quartieri dimenticati in una festa esclusiva, sottolineando un divario che non fa bene al tessuto sociale di Napoli.

Questa dinamica rischia di trasformare Napoli in un semplice snodo per viaggi verso altre parti della Campania, anziché una destinazione che abbraccia l’intera sua essenza urbana. È un’opportunità persa, come osserva il Comitato Tassisti di Base, che chiama a un cambiamento: implementare un Piano del Traffico Turistico con regole chiare per bus e accessi; integrare servizi di mobilità che rispettino e valorizzino il lavoro degli operatori; promuovere una redistribuzione dei flussi per decongestionare il centro e includere le aree periferiche; e attrarre un turismo più consapevole, capace di generare impatti positivi e duraturi.

Alla fine, questa non è solo una questione di numeri e flussi, ma di come il turismo possa davvero arricchire una comunità. Napoli merita un futuro dove ogni residente senta di farne parte, trasformando il boom in un’opportunità condivisa per crescita e dignità – un passo che potrebbe rendere la città un modello di equilibrio e inclusione per tutti.

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