Medici di famiglia in Campania avvertono: Prima di correre al pronto soccorso per l’influenza, consultateci per proteggere la comunità

Medici di famiglia in Campania avvertono: Prima di correre al pronto soccorso per l’influenza, consultateci per proteggere la comunità

Allarme influenzale in Campania: un appello per non sovraccaricare gli ospedali, contattate prima il vostro medico! #InfluenzaInAnticipo #SalutePubblica

Nelle vivaci strade di Napoli, dove il chiacchiericcio quotidiano si mescola al trambusto dei mercati e al flusso costante di persone, un’onda invisibile di influenza sta arrivando con anticipo, mettendo sotto pressione gli ospedali. Immaginate le sale d’attesa affollate, i volti ansiosi di chi cerca aiuto per un semplice malanno, e il rischio che questo crei per gli anziani e i più fragili nella comunità. È in questo contesto che Luigi Sparano, segretario regionale vicario della Fimmg Campania, alza la voce con un messaggio chiaro e urgente.

Il suo appello riecheggia come un invito alla cautela: “Contattate prima il vostro medico di base, eviterete rischi inutili”. Invece di precipitarsi al pronto soccorso, dove il caos potrebbe esporre tutti a pericoli inutili, Sparano ricorda quanto sia essenziale un passo preliminare, semplice e umano. Pensa alle famiglie del territorio campano, che in questi giorni d’inverno affrontano il picco influenzale con un misto di preoccupazione e incertezza: un accesso improprio non solo sovraccarica il sistema, ma rischia di diffondere infezioni proprio dove non ce n’è bisogno.

Questa alleanza tra ospedali come il Cardarelli e la medicina territoriale, sottolinea Sparano, è il vero pilastro della salute pubblica. “Non andate in pronto soccorso senza aver prima contattato il medico di base: non solo è inutile, ma rappresenta anche un rischio per i pazienti fragili e gli anziani, che possono facilmente contrarre infezioni ospedaliere”. È una riflessione naturale su come, nel tessuto sociale di una città vibrante come Napoli, il medico di famiglia diventi non solo un professionista, ma un punto di riferimento familiare, capace di gestire con tranquillità le forme virali comuni che spesso portano con sé infezioni batteriche. “Il primo riferimento è e deve essere il medico di medicina generale”, aggiunge, evidenziando come questa figura conosca a fondo la storia di ogni paziente, dalle patologie croniche alla vita quotidiana.

“La maggior parte delle problematiche respiratorie è legata a forme virali sulle quali possono innestarsi infezioni batteriche opportunistiche. Sono condizioni che possono essere gestite con tranquillità a domicilio, seguendo le indicazioni del medico di famiglia che prende in carico il paziente”. Questa osservazione porta con sé una micro-riflessione: in una regione come la Campania, dove le comunità sono strettamente connesse, affidarsi al proprio medico non è solo pratico, ma rafforza il legame tra salute individuale e benessere collettivo, riducendo l’impatto su strutture già sotto pressione.

E poi c’è il tema delle vaccinazioni, un richiamo che Sparano lancia con evidenza: “Il riscontro è chiaro ed evidente: la gran parte delle polmoniti che osserviamo riguarda soggetti non vaccinati”. Con le campagne ancora aperte fino a fine gennaio, è un’opportunità per tutti di proteggersi, specialmente in un contesto urbano dove l’influenza può diffondersi rapidamente tra mercati e piazze. “Quasi la totalità dei pazienti che hanno sviluppato una polmonite non aveva effettuato il vaccino antinfluenzale”, nota, sottolineando come questa semplice misura possa fare la differenza per la comunità.

Infine, Sparano chiude il suo messaggio con una nota di rassicurazione: “I medici di medicina generale sono pronti a fornire tutte le risposte necessarie. Rivolgersi ai pronti soccorso senza aver consultato prima il medico di famiglia non ha alcun senso dal punto di vista diagnostico, terapeutico e della sicurezza del paziente”. È un invito che, in questi giorni di allerta, ci fa riflettere su quanto la prevenzione e il dialogo possano rendere il nostro sistema sanitario più resiliente, proteggendo non solo i singoli, ma l’intera rete di vite che popolano questa vibrante regione.

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