Seguici sui Social

Cronaca

L’Associazione Livatino chiama i Prefetti per proteggere le comunità di Terracina e Napoli con richieste di verifica.

Pubblicato

il

L’Associazione Livatino chiama i Prefetti per proteggere le comunità di Terracina e Napoli con richieste di verifica.

Terracina si mobilita contro l’ombra della camorra: un appello per blindare l’economia locale #Antimafia #TerracinaSicura

Immaginate una città costiera come Terracina, dove il mare incontra le strade animate di ristoranti e negozi, ma dove ora aleggia una sottile inquietudine: il pericolo che la camorra si insinui nel cuore dell’economia quotidiana. È proprio da qui che parte l’appello dell’Associazione “Rosario Livatino”, guidata da Nicola Morra, un’organizzazione che da tempo combatte per la salvaguardia dell’integrità locale. Con un’istanza formale rivolta ai Prefetti di Latina e Napoli, stanno chiedendo un intervento urgente per attivare misure di prevenzione antimafia, prima che queste infiltrazioni diventino parte integrante del tessuto urbano.

Il contesto è quello di una comunità vivace, dove settori come la ristorazione, l’edilizia e il commercio rappresentano non solo fonti di lavoro, ma anche il cuore pulsante della vita sociale. Tuttavia, recenti sviluppi giudiziari hanno acceso un campanello d’allarme, evidenziando rischi concreti di condizionamento illecito. L’Associazione insiste sull’applicazione dell’articolo 89-bis del Codice Antimafia, uno strumento che permette al Prefetto di bloccare attività anche se già avviate con una Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), nel momento in cui emergono indizi di legami con la criminalità organizzata. È una chiamata alle armi per proteggere non solo le imprese oneste, ma l’intera comunità da influenze che potrebbero erodere la fiducia e la stabilità quotidiana.

Quello che rende questa vicenda ancora più delicata è il ruolo degli apparati amministrativi locali: l’Associazione sottolinea come, se le indagini dovessero confermare presenze di clan nel mondo imprenditoriale, si renderebbe necessario attivare i poteri di ispezione previsti dall’articolo 143 del Testo unico degli enti locali. Si tratta di un passo riflessivo, che invita a considerare come la corruzione non sia solo un reato, ma una minaccia che intacca il senso di sicurezza e comunità in luoghi come Terracina, dove ogni famiglia dipende da un’economia pulita per prosperare.

«Se le evidenze di inquinamento economico troveranno riscontro nelle verifiche – spiega il direttivo – chiederemo ufficialmente l’insediamento di una Commissione d’accesso per accertare eventuali condizionamenti, omissioni o inerzie da parte degli enti locali nella vigilanza e nel rilascio dei titoli autorizzativi. La protezione della pubblica amministrazione deve essere assoluta e preventiva». Questa dichiarazione, carica di una preoccupazione misurata, sottolinea l’urgenza di agire con tempestività, offrendo una riflessione su quanto sia vitale mantenere le istituzioni al riparo da influenze esterne, per il bene di tutti i cittadini.

L’iniziativa si appoggia su una solida base giuridica, come la giurisprudenza del Consiglio di Stato che enfatizza la prevenzione basata su probabilità di rischio. Il vero obiettivo è liberare il mercato locale dal controllo di capitali illeciti, garantendo così un ambiente sicuro per le famiglie e le imprese genuine. È una battaglia che risuona nel contesto urbano, dove la convivenza quotidiana potrebbe essere messa a repentaglio, spingendo la comunità a riflettere su come proteggere il proprio futuro.

«È fondamentale intervenire prima che il condizionamento diventi irreversibile – ribadiscono i rappresentanti dell’Associazione –. Chiediamo allo Stato di esercitare pienamente i propri poteri di vigilanza affinché le istituzioni locali restino impermeabili agli interessi dei clan». Con queste parole, l’Associazione non solo ribadisce il suo impegno, ma invita a un monitoraggio continuo delle dinamiche locali, collaborando con le autorità per scongiurare ogni forma di infiltrazione.

Infine, mentre l’Associazione “Rosario Livatino” promette di seguire da vicino gli sviluppi, resta da chiedersi come questa mobilitazione possa rafforzare il tessuto sociale di Terracina, ricordandoci che la vera forza di una comunità risiede nella sua capacità di reagire unita di fronte a minacce che toccano il cuore della vita quotidiana.

Fonte

Questo sito web non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001.
Alcuni contenuti sono generati attraverso una combinazione di una tecnologia proprietaria di IA e la creatività di autori indipendenti.
Per contatti [email protected]