L’agguato ai Pisacane nei Quartieri solleva l’allarme: in corso la ricerca del terzo complice dei cugini armati

L’agguato ai Pisacane nei Quartieri solleva l’allarme: in corso la ricerca del terzo complice dei cugini armati

Nei vicoli di Napoli, la caccia ai pistoleri finisce in un’alba di arresti: #Napoli #QuartieriSpagnoli #Giustizia

Immaginate i vicoli stretti e vibranti dei Quartieri Spagnoli, dove il chiacchiericcio della strada si mescola all’eco lontana della movida, e improvvisamente una lite banale si trasforma in un’esplosione di violenza che scuote l’intero quartiere. È qui che, meno di una settimana fa, la vita di Gianluca Pisacane, un giovane titolare di un locale, è stata stravolta da un agguato che sembra uscito da un film noir della Napoli underground.

La storia inizia con una scintilla innocua: una discussione tra ragazze in una notte di festa, che presto si è ingigantita in qualcosa di molto più pericoloso. Gianluca, nel tentativo di difendere una sua dipendente, ha “allontanato la rivale”, un gesto visto come un affronto da lavare con il sangue. Questa vendetta per “sgarro” ha portato Vincenzo Bevivino, 24 anni, e Vincenzo Rossi, 29 anni, a presentarsi armati di fronte a lui e a suo padre, scatenando una lite furibonda che è finita con due colpi di pistola alle gambe del 28enne.

Le telecamere di sorveglianza, silenziose testimoni di questi vicoli affollati, hanno catturato ogni dettaglio, permettendo alla Squadra Mobile di Napoli di chiudere il cerchio con precisione chirurgica. All’alba, in collaborazione con le forze abruzzesi, i due cugini sono stati catturati a Montesilvano, mentre cercavano di nascondersi tra le strade più calme della provincia di Pescara. Eppure, mentre Bevivino e Rossi affrontano ora un decreto di fermo per tentato omicidio, la caccia al terzo complice continua, lasciando un’ombra di incertezza su queste strade già provate dalla criminalità.

Questi arresti non sono solo un capitolo di cronaca, ma un riflesso dei legami profondi che intrecciano i clan locali con la vita quotidiana: Bevivino, nipote di un noto ras del Vomero, e Rossi, legato al clan Masiello, portano con sé un passato segnato da episodi che hanno terrorizzato la città. Ricordate la sparatoria all’Ospedale Pellegrini nel 2019, dove Rossi sfuggì per un soffio a un altro agguato, o l’inseguimento del 2020 che rivelò armi e attrezzi da crimine nella loro auto? Episodi come questi ricordano come la violenza non sia mai isolata, ma parte di un tessuto urbano che affligge comunità già fragili, dove ogni “sgarro” può innescare una catena di eventi.

Mentre i due attendono l’udienza di convalida davanti al GIP di Pescara, con un probabile trasferimento degli atti a Napoli, ci si chiede se questi arresti possano portare un po’ di respiro a quartieri come i Spagnoli, dove la paura e la resilienza convivono ogni giorno. È un promemoria che, dietro ogni notizia, ci sono persone reali e storie che toccano il cuore della società napoletana.

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