La sentenza d’appello segna un’altra tappa per la giustizia, confermando 20 anni al leader di un clan con una lunga storia di crimine.

La sentenza d’appello segna un’altra tappa per la giustizia, confermando 20 anni al leader di un clan con una lunga storia di crimine.

#GiustiziaInCorsia: La Corte d’Appello di Napoli assegna quasi 280 anni al clan Abbinante nel rione Monterosa #Monterosa #Giustizia

Una sentenza che risuona nelle strade di Monterosa: quasi 280 anni di carcere sono stati inflitti ai membri del clan Abbinante, un gruppo che ha mantenuto a lungo il controllo su questa parte della città. La Corte d’Appello di Napoli ha confermato severamente i verdetti precedenti, trattando i presunti membri dell’organizzazione come simboli di una realtà criminale che ha pesato sulle vite della comunità.

Riconferme e Riduzioni

Nel verdetto che ha fatto seguito al processo, sono arrivate conferme e anche qualche riduzione di pena. Domenico Martello, per esempio, ha visto la sua condanna ridotta da 11 a 8 anni e 10 mesi, mentre altri due imputati, Salvatore Volpicelli e Salvatore Morriale, hanno avuto la pena abbassata da 8 a 6 anni. L’unica nota di respiro è per Vincenzo Frattini, che è stato assolto “per non aver commesso il fatto”, un barlume di speranza in una vicenda altrimenti oscura.

L’Inchiesta: Un Occhio Elettronico

Le indagini che hanno condotto a questi risultati sono iniziate in modo piuttosto banale, ma efficace: due telecamere installate in via Monte Rosa hanno catturato movimenti sospetti, aprendo la strada a un’indagine più ampia. I detective hanno setacciato intercettazioni, pedinamenti e le testimonianze di collaboratori di giustizia come Luigi Rignante e Giuseppe Ambra. Da questo lavoro è emerso un clan strutturato, con ruoli precisi, che operava con metodo per mantenere il proprio potere sul traffico di droga nelle “piazze” della zona.

Il Gioco dell’Estorsione

La narrazione si fa ancora più cupa quando si parla di estorsioni, un meccanismo che ha soffocato le attività commerciali locali. Imprenditori e negozianti del rione hanno subito pressioni tremende, rischiando di essere costretti ad acquistare beni solo da fornitori “approvati” dal clan. In un episodio, si racconta di un’estorsione da 50 euro al mese imposta anche a chi cercava di sbarcare il lunario con un’attività di vendita ambulante. È un triste rispecchiamento di una vita quotidiana segnata dalla paura e dalla mancanza di libertà.

Un Totale di Condanne

La matematica della giustizia in questo caso è implacabile: circa 280 anni di carcere complessivi per i membri del clan, con penne che variano da 20 anni per i boss principali a pene più leggere per i gregari. Ogni pena riflette non solo un crimine, ma anche le vite distrutte e le speranze spezzate nel quartiere. Qui sotto, i dettagli delle condanne:

  • Arcangelo Abbinante: 20 anni
  • Alessio Cuomo: 20 anni
  • Patrizio Sergio: 20 anni
  • Nicola Capasso: 18 anni
  • Salvatore Iorio: 14 anni e 6 mesi
  • Francesco Abbinante (classe ’98): 14 anni
  • Luigi Basile: 11 anni e 4 mesi
  • Giovanna Monetti: 11 anni, 1 mese e 10 giorni
  • Andrea Arpino: 11 anni
  • Paolo Ciprio: 11 anni
  • Vincenzo Pagano: 10 anni
  • Guido Esposito: 9 anni e 4 mesi
  • Tommaso Ciriello: 9 anni e 4 mesi
  • Gennaro Russo: 9 anni e 4 mesi
  • Rosa Marotta: 9 anni, 5 mesi e 10 giorni
  • Domenico Martello: 8 anni e 10 mesi
  • Gennaro Matuozzo: 8 anni e 10 mesi
  • Vincenzo Candido: 8 anni, 5 mesi e 10 giorni
  • Claudio Di Napoli: 8 anni
  • Francesco Nocera: 8 anni
  • Vincenzo Carrino: 7 anni e 4 mesi
  • Francesco Bartolo: 7 anni e 2 mesi
  • Giuseppe Romano: 7 anni
  • Alessandro Errico: 6 anni e 6 mesi
  • Antonio Esposito: 6 anni e 2 mesi
  • Salvatore Volpicelli: 6 anni
  • Salvatore Morriale: 6 anni
  • Assolto: Vincenzo Frattini (per non aver commesso il fatto)

Questa storia tocca il cuore della comunità e ci invita a riflettere su quanto sia essenziale il coraggio di combattere le ingiustizie. Le strade di Monterosa possono finalmente respirare un po’ di libertà, mentre le ferite di un passato difficile si cercano di rimarginare.

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