#SorrentoInFuria: Ultras in protesta per il campo sportivo chiuso da tre anni! #SorrentoCalcio
Era una mattina di tensione palpabile quella di oggi a Sorrento, un luogo in cui la bellezza dei panorami si scontra con le frustrazioni quotidiane. Davanti al Municipio, circa dieci ultras del Sorrento Calcio hanno dato vita a un’azione di protesta, animati dalla rabbia per il perdurante silenzio sull’apertura del loro amato campo sportivo, rimasto inagibile per tre lunghissimi anni a causa di lavori che sembrano non finire mai.
I tifosi, vestiti di nero e con cappelli e sciarpe che celavano i loro volti, si sono avvicinati al portone del Municipio, spingendo e scalciando mentre urlavano slogan come «Dateci il campo sportivo!» per circa quindici minuti. Il rumore dei loro passi e delle loro voci in tumulto risuonava nell’aria, un eco di una passione che si fa sentire in ogni angolo della città.
La situazione ha rapidamente attirato l’attenzione del custode, che ha allertato la polizia municipale. Poco dopo, sul posto sono arrivati i carabinieri della locale stazione, pronti a monitorare la situazione. Fortunatamente, non ci sono stati arresti, ma la determinazione dei tifosi era evidente.
La scintilla della protesta
Il vero obiettivo della manifestazione era un confronto diretto con il vice commissario prefettizio Calì, affinché potesse fornire chiari aggiornamenti sui tempi di riapertura dello stadio Italia. Il malcontento ha preso piede dopo che è emerso che una delle ditte impegnate nei lavori non rispettava le norme di sicurezza, risultando così esclusa e sostituita. La notizia ha infiammato ulteriormente gli animi già tesi degli ultras, stanchi di aspettare.
Il campo sportivo di Sorrento non è solo un semplice luogo di gioco; è il cuore pulsante della tifoseria rossonera. Chiuso dal 2020, il Sorrento Calcio è ora costretto a disputare le sue partite casalinghe lontano da casa, generando disagi che vanno ben oltre quelli logistici e economici, toccando il cuore stesso della comunità.
Il precedente e il contesto giudiziario
Questa non è la prima volta che gli ultras si mobilitano: solo un mese fa avevano organizzato una manifestazione pacifica per esprimere il loro disappunto. Ma oggi, le emozioni nella piazza erano palpabili, più forti del solito. La situazione attuale deve essere messa in rapporto con l’inchiesta della Procura di Torre Annunziata sulle presunte tangenti nella pubblica amministrazione, che ha messo sotto scrutinio anche l’appalto per i lavori allo stadio. Tra gli imputati si trova l’ex sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, accusato di corruzione.
Dopo l’intervento delle forze dell’ordine, il vice commissario Calì ha acconsentito a ricevere una delegazione di due ultras, promettendo rassicurazioni sulla ripresa dei lavori. Nonostante ciò, il malcontento rimane forte e palpabile, riflettendo un sentimento collettivo verso la gestione degli impianti sportivi in Penisola Sorrentina, dove la passione per il calcio incontra il labirinto di burocrazia e irregolarità emerse dagli accertamenti giudiziari. I tifosi stanno ora aspettando, con ansia, di poter tornare a casa, sul loro campo, dove ogni partita è un’opportunità di rivivere emozioni condivise.