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Cronaca

In Poggiomarino, una guardia giurata difende il nuovo treno Eav e rivela il suo aggressore per la comunità localsi può fare in ~80 caratteri, ma assicurati sia under 150. Aspetta, no: il mio precedente era “In Poggiomarino, la coraggiosa difesa di una guardia giurata al nuovo treno Eav: la sua storia” che è circa 78 caratteri. Ok, va bene. Ricorda, restituisci solo il titolo. Final: In Poggiomarino, una guardia giurata racconta la sua lotta per difendere il nuovo treno Eav e il responsabile. Controlla caratteri: ~90. Sì. Finito.

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In Poggiomarino, una guardia giurata difende il nuovo treno Eav e rivela il suo aggressore per la comunità localsi può fare in ~80 caratteri, ma assicurati sia under 150. Aspetta, no: il mio precedente era “In Poggiomarino, la coraggiosa difesa di una guardia giurata al nuovo treno Eav: la sua storia” che è circa 78 caratteri. Ok, va bene. Ricorda, restituisci solo il titolo. Final: In Poggiomarino, una guardia giurata racconta la sua lotta per difendere il nuovo treno Eav e il responsabile. Controlla caratteri: ~90. Sì. Finito.

Nel cuore di Poggiomarino, un pomeriggio di rabbia e indifferenza: una guardia giurata lotta per la sicurezza dei treni EAV. #Poggiomarino #ViolenzaUrbana

Immaginate la stazione EAV di Poggiomarino nel tardo pomeriggio del 3 gennaio, un luogo solitamente affollato da pendolari stanchi e treni che sfrecciano verso destinazioni quotidiane. Quel giorno, però, l’aria si è riempita di tensione, trasformando un momento routine in un episodio di violenza che ha lasciato segni indelebili. Raffaele, una guardia giurata della Cosmopol, si è trovato al centro di un’aggressione brutale solo per aver cercato di difendere un nuovo treno dai vandali, quei fantasmi urbani che da anni vandalizzano i mezzi pubblici, erodendo la pazienza della comunità.

Con il volto segnato da lividi e sangue, Raffaele non si è arreso. Ha preso il suo telefono e ha registrato un video, diffondendolo sui social per denunciare l’accaduto. In quel filmato crudo, la sua voce risuona come un appello disperato, mescolando dolore e determinazione. Lui nomina i responsabili, persone che, secondo le sue parole, sono abituate a imbrattare i treni. «Sono stato aggredito da un ragazzo che si chiama Alfonso e da un altro che si chiama Attilio – dichiara il vigilante nel filmato – sono le persone che pitturano ormai da anni sul 90% dei treni Eav e che hanno imbrattato anche il treno nuovo a Sarno». In quel momento, si sente l’eco di un abbandono più profondo, un senso di solitudine che molti nella sua professione conoscono fin troppo bene.

La narrazione si intensifica quando Raffaele descrive i minuti successivi all’attacco, un vortice di paura e frustrazione. «Sto provando a chiamare i carabinieri e il 118 e non rispondono. Questo video lo utilizzerò per fini legali, per tutelarmi contro queste persone e contro chi non mi tutela all’interno dell’azienda». Queste parole, pronunciate con una fermezza commovente, non sono solo un’accusa, ma un campanello d’allarme per la sicurezza di chi lavora in prima linea, esponendo le crepe nel sistema che dovrebbe proteggere i guardiani delle nostre infrastrutture.

Giuseppe Alviti, presidente dell’Associazione nazionale delle Guardie giurate, ha raccolto questo grido, amplificandolo con la sua esperienza. «Sono sconvolto dal video di questo ragazzo», ha dichiarato in una nota, definendo la situazione una “macelleria sociale” che mette a rischio quotidiano i lavoratori. Alviti ricorda con amarezza gli episodi passati, come la tragica fine di Ciccio Della Corte, ucciso a bastonate alla stazione di Scampia nel 2018. È un richiamo urgente a rafforzare la presenza di guardie giurate, per evitare che storie come questa diventino la norma, riflettendo su come la violenza urbana non solo ferisca individui, ma eroda il tessuto sociale di intere comunità.

Episodi come questo a Poggiomarino non sono isolati; sono un promemoria del bisogno di un cambiamento, dove la sicurezza non sia un lusso, ma un diritto essenziale per chi difende il nostro territorio quotidiano.

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