Il Comitato Con Te Napoli sfida il divieto trasferte al Tar per difendere i diritti dei tifosi locali.

Il Comitato Con Te Napoli sfida il divieto trasferte al Tar per difendere i diritti dei tifosi locali.


#TifoserieDivise: La Blocco delle Trasferte di Lazio e Napoli Scatena Discussioni Accese

La scena si anima nel cuore delle discussioni calcistiche, con un clima teso che permea le strade e i bar frequentati dai tifosi. Non si placano le polemiche dopo la decisione del Ministero dell’Interno di bloccare le trasferte per i supporters di Lazio e Napoli fino alla fine della stagione. Il Comitato Tifosi Azzurro “Con Te Napoli”, guidato da Luigi Iaquinta e dall’avvocato Angelo Pisani, ha alzato la voce, etichettando il provvedimento come una «misura indiscriminata e punitiva».

Il Cuore della Questione: Colpire gli Innocenti?

Nel fervore delle discussioni, emergono preoccupazioni più ampie. Secondo il Comitato, i veri colpevoli degli scontri rimarrebbero impuniti, mentre migliaia di appassionati, famiglie e lavoratori vengono privati del loro diritto di seguire le proprie squadre. Dietro queste parole, il racconto di un amore per il calcio che si scontra con le rigidità di un sistema che a volte sembra perdere di vista il valore dello sport.

Violenza Istituzionale?

L’avvocato Pisani non risparmia critiche e definisce le misure adottate come «violenza istituzionale mascherata da sicurezza». La posizione del Comitato è chiara: il divieto non risolve i problemi, ma dimostra l’incapacità di isolare i violenti, preferendo una strada di restrizioni di massa. In questo dibattito si intravede una riflessione più ampia sul confine tra sicurezza e diritti civili.

Verso il Ricorso Legale

La protesta, però, non si limita a parole forti. Il Comitato, supportato dal progetto 1523.it, ha già avviato un’azione legale per contestare i decreti e perseguire risarcimenti per danni morali e violazioni dei diritti costituzionali. La loro determinazione è quella di tutelare i diritti dei tifosi, evitando che diventino «capri espiatori politici» in un contesto che sembra più appassionato per la repressione che per la reale sicurezza.

Un Appello alla Comunità

All’interno di queste dinamiche, si sente l’urgenza di un appello rivolto a tutti i sostenitori. Il Comitato esorta i tifosi a mobilitarsi in modo civile e legale, affermando: «È il momento di difendere la Costituzione e lo sport come diritto popolare». Un richiamo che trascende il semplice tifo, trasformandosi in una lotta per garantire che la sicurezza non diventi un pretesto per annullare diritti fondamentali. La battaglia legale è solo all’inizio, ma si prospetta già intensa e potrebbe arrivare fino alla Corte Costituzionale, se necessario.

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