Cronaca
Il colpo alla Camorra nei suoi appalti arriva a Citarella: aziende confiscate per 13 milioni
Nocera: l’ombra di un impero illecito che si rigenera tra strade e appalti, sfidando le regole. #Camorra #Antimafia
Immaginate una città come Nocera, dove le strade raccontano storie di prosperità e ombre nascoste, un luogo dove il tessuto urbano si intreccia con destini segnati dal crimine. È qui che si dipana la cronaca di Giovanni Citarella, un uomo la cui vita è un riflesso delle complesse dinamiche sociali che affliggono il Sud Italia, ora al centro di un’operazione che ha portato alla confisca di beni per 13 milioni di euro.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Salerno hanno eseguito questo decreto del Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta della DDA, chiudendo un capitolo di indagini che svela come “gemmazione” di capitali illeciti abbia permesso a Citarella, nato nel 1968, di ricostruire un impero anche dopo i primi colpi delle autorità. Figlio di Gennaro, un imprenditore locale barbaramente ucciso in un agguato di camorra negli anni ’90, Giovanni è stato etichettato dai magistrati per la sua “pericolosità sociale”, con un passato segnato da condanne definitive per reati gravi come concorso in tentato omicidio di stampo mafioso, corruzione, turbativa d’asta e numerosi illeciti fiscali.
Il meccanismo nascosto dietro le società
Al cuore di questa storia ci sono le società “CIEFFE Lavori S.r.l.” e “CIEFFE Costruzioni S.r.l.”, formalmente intestate a un prestanome di 56 anni originario di Napoli, Francesco Caccavale, ma in realtà orchestrate da Citarella in ogni dettaglio. Le indagini del G.I.C.O. hanno portato alla luce come queste entità siano nate da intricate operazioni societarie – scissioni e trasferimenti – progettate per lavare denaro derivato da attività illegali tra il 1997 e il 2012. È un sistema che ricorda una “matrioska” finanziaria, dove ogni livello nasconde un altro, permettendo a figure come Citarella di persistere nel mondo degli appalti nonostante sequestri precedenti, come quello del 2021 alla Infrastrutture Stradali S.c.p.a.
Questa rete ha toccato la vita quotidiana di molte comunità, con appalti per oltre 450 milioni di euro vinti tra il 2021 e il 2024 in regioni come Sardegna, Toscana, Lazio e Campania, opere che avrebbero dovuto migliorare infrastrutture, ma che invece alimentavano un ciclo di corruzione. Attraverso intercettazioni, gli inquirenti hanno confermato che era Citarella a dirigere le operazioni, restando invisibile sui documenti ufficiali. Oggi, con le società affidate ad amministratori giudiziari, c’è un cauto ottimismo: la continuità aziendale protegge i posti di lavoro e assicura la fine dei cantieri, con entrate previste di circa 73 milioni di euro che ora andranno allo Stato, offrendo forse una speranza per le famiglie coinvolte.
Riflettendo su storie come questa, ci si domanda quanto il contesto urbano di Nocera e simili città sia segnato da questi meccanismi, e come ogni operazione antimafia non solo colpisca i singoli, ma contribuisca a rafforzare la resilienza della comunità verso un futuro più trasparente.
