Cronaca
I consiglieri di Casoria lanciano l’allarme sulla lunga chiusura di Via Santa Croce, che incide sulla quotidianità locale

Il cuore antico di Casoria in allarme: i consiglieri spingono per salvare Via Santa Croce dalla trascuratezza #Casoria #Centrostorico
Immaginate di passeggiare per le vie acciottolate del centro storico di Casoria, dove ogni pietra racconta storie di generazioni passate, ma ora riecheggiano echi di abbandono e frustrazione. È qui, in questo quartiere che batte al ritmo della vita quotidiana e custodisce l’anima della città, che due consiglieri hanno acceso i riflettori su un problema che va oltre le semplici burocrazie, toccando il cuore delle comunità locali.
Avv. Alessandro Mariano Graziuso del Partito Democratico e Dott. Francesco D’Anna di Sogno e Libertà hanno presentato un’interrogazione al sindaco e all’assessore competente, evidenziando come il nucleo antico di Casoria stia lentamente cedendo al tempo, con edifici fatiscenti e strade dimenticate che influenzano non solo l’estetica urbana, ma anche la sicurezza e il benessere dei residenti. Via Santa Croce, in particolare, simboleggia questa lotta: chiusa da tempo per un palazzo dichiarato pericolante, è diventata un’immagine di un quartiere in stallo, dove i disagi quotidiani – dal traffico deviato alle attività commerciali in difficoltà – ricordano quanto fragile possa essere il legame tra una città e il suo passato.
Nel documento, i consiglieri definiscono il centro storico un tesoro urbano e sociale, un luogo di memoria condivisa che merita attenzione. Eppure, anni di manutenzione insufficiente e interventi sporadici hanno lasciato cicatrici evidenti, trasformando spazi un tempo vivaci in aree evitate, con un impatto tangibile sulla qualità della vita quotidiana. È una situazione che fa riflettere: come possiamo preservare l’identità di un territorio se non ci curiamo delle sue fondamenta?
Emblematica è la chiusura di Via Santa Croce, una misura necessaria per la tutela dell’incolumità pubblica, ma che nel tempo si è trasformata in un provvedimento prolungato, senza soluzioni visibili e con disagi crescenti per i residenti e le attività della zona. I firmatari chiedono dettagli precisi: dalle attuali condizioni dell’edificio ai recenti controlli tecnici, passando per un riepilogo di tutti i provvedimenti amministrativi adottati fin dall’inizio.
Ma l’interrogazione non si ferma qui; sollecita anche un cronoprogramma per la messa in sicurezza e la riapertura della strada, o almeno una spiegazione chiara sui motivi del ritardo. Allo stesso tempo, i consiglieri indagano sulle misure per alleviare i disagi dei cittadini, come alternative per il traffico o supporti per le imprese locali, ricordando che dietro ogni strada chiusa c’è una comunità che lotta per una normalità negata.
Questa vicenda, però, apre uno sguardo più ampio sul centro storico: è il segnale di un approccio reattivo piuttosto che proattivo, dove le emergenze si accumulano senza una strategia chiara. I consiglieri domandano se il Comune abbia piani per rafforzare la sicurezza degli edifici, migliorare la manutenzione e rivitalizzare gli spazi pubblici, ponendo il quartiere al centro delle priorità amministrative. È una chiamata alle armi gentile, ma decisa, per un rinnovato impegno verso questi luoghi che definiscono l’essenza di Casoria.
In fondo, interrogazioni come questa ricordano che le città non sono solo mattoni e strade, ma storie di persone: forse, affrontando questi problemi, Casoria potrà ridare vita al suo cuore antico, trasformando le sfide di oggi in un’eredità per domani.
