Cronaca
Fico spinge per ospedali guidati dal merito, allontanando la politica per un servizio più equo e umano

In un’aula di ospedale napoletano, Fico proclama il ritorno al merito nella sanità: #SalutePrima #AddioClientela
Immaginate l’aria frizzante di una mattina napoletana, tra il caos urbano di via Bagno di Napoli e il via vai di persone preoccupate per la salute dei loro cari. È qui, nel cuore del Cardarelli, che Roberto Fico, Presidente della Regione Campania, ha scelto di inaugurare un nuovo ingresso e un padiglione monumentale per lanciare un messaggio potente, quasi un grido di rinascita per un sistema sanitario segnato da anni di ombre. Tra le corsie affollate e i reparti che pulsano di vita quotidiana, Fico ha tracciato una linea invisibile ma netta tra i palazzi del potere e la cura delle persone, promettendo un futuro dove solo il merito e l’etica guidano le scelte.
Il discorso di Fico non è stato solo un annuncio, ma un appello umano a interrompere le interferenze politiche che hanno logorato la fiducia della comunità. Rivolgendosi a un pubblico misto di operatori sanitari e cittadini, ha rivendicato una gestione trasparente, lontana dalle vecchie logiche clientelari che hanno pesato come un macigno sul territorio campano. “I partiti devono uscire dalla medicina”, ha affermato con fermezza, evidenziando come questa separazione sia essenziale per ridare dignità al lavoro di medici e infermieri, in una città dove ogni giorno si combatte per una sanità accessibile e giusta. È un piccolo passo verso la normalità, una riflessione che invita a considerare quanto il benessere collettivo dipenda da scelte prive di condizionamenti, offrendo una speranza concreta a chi ha visto la salute trasformata in un campo di battaglia.
Ma Fico non si è fermato alle parole; ha affrontato anche il dramma delle liste d’attesa, quel labirinto invisibile che fa aspettare pazienti intere famiglie per un esame o un intervento. Con un tono misurato, quasi da padre di comunità, ha descritto il lavoro in corso: un monitoraggio rigoroso con i vertici sanitari regionali, volto a raccogliere dati e a intervenire con misure puntuali. “Stiamo raccogliendo tutta la documentazione. Ho già tenuto diverse riunioni con la Direzione Generale della Campania e ho preteso report specifici che io e il mio team stiamo analizzando nel dettaglio”, ha spiegato, lasciando trasparire la frustrazione di chi vede il sistema arrancare, ma anche l’impegno per un cambiamento tangibile. In un contesto urbano come Napoli, dove le disuguaglianze sociali amplificano questi problemi, è una mossa che riecheggia le voci di migliaia di cittadini stanchi di promesse vuote.
Infine, il focus si è spostato sulla sicurezza nei pronto soccorso, un tema che tocca il cuore della quotidianità napoletana, con le sue tensioni e le sue urgenze. Fico ha delineato una strategia a due vie: rafforzare i punti di accoglienza e introdurre nuove regole regionali, ispirate a modelli collaudati altrove. Immaginate infermieri e medici sotto pressione, circondati da pazienti ansiosi; qui, la mancanza di comunicazione può esplodere in aggressioni, erodendo ulteriormente il tessuto sociale. “Qui si curano le persone, non si fanno voti”, ha ribadito, e poi: “La mia impostazione è chiara: va avanti chi merita. Non ci sarà mai una mia indicazione per far avanzare qualcuno nei ruoli ospedalieri”. “Esistono modelli di gestione che possono tutelare il personale e informare meglio i pazienti; li porteremo anche qui in Campania”. È una prospettiva che umanizza il dibattito, ricordandoci come un’informazione tempestiva non sia solo efficienza, ma un atto di empatia che protegge tutti.
Alla fine, mentre l’inaugurazione si dissolve nel rumore della città, resta l’idea che queste parole possano segnare un vero turning point, un’opportunità per la Campania di riscoprire una sanità al servizio delle persone, non dei poteri. Che effetto avrà sul tessuto urbano? Solo il tempo lo dirà, ma è un inizio che invita a riflettere sul legame indissolubile tra salute e comunità.
