Napoli si prepara a riabbracciare il cuore storico del suo ospedale Cardarelli, dopo un restauro che riporta vita e bellezza in un simbolo della città. #Napoli #Cardarelli #Sanità
Immaginate di passeggiare per le strade affollate di Napoli, dove il rombo del traffico si mescola con il chiacchiericcio dei passanti, e all’improvviso l’Ospedale Cardarelli si erge come un pilastro silenzioso della comunità, ora rinnovato e pronto a raccontare una nuova storia. Dopo anni di interventi attenti, il Padiglione monumentale di questo storico ospedale viene “restituito” alla città, un evento che domani, giovedì 8 gennaio, dalle ore 10, trasformerà un semplice restauro in un momento di condivisione e speranza per tutti.
La giornata si apre con un tocco di arte e emozione: sullo scalone principale, una scultura dell’artista Lello Esposito sarà svelata, catturando l’essenza di un luogo che ha curato generazioni di napoletani. Poco dopo, al piano terra, un nuovo spazio di accoglienza accoglierà i visitatori con desk dedicati all’informazione, all’orientamento e alla gestione delle esigenze quotidiane, mentre le pareti sfoggiano un progetto di comunicazione visiva che intreccia passato e presente. È un piccolo segnale di come gli spazi pubblici possano evolversi, diventando più accessibili e umani in una metropoli come Napoli, dove ogni angolo racconta storie di resilienza.
Salendo al secondo piano, nel Salone Moriello – restaurato con cura, integrando elementi moderni ai suoi decori originali – si terrà l’incontro “Ospedale Cardarelli, al cuore della Comunità”, un’occasione per riflettere sul ruolo vitale di questa istituzione. Interverranno figure chiave come il direttore generale Antonio d’Amore, il prefetto Michele di Bari e il sindaco Gaetano Manfredi, accanto all’attrice Marina Confalone e a Roberto Fico, con Antonello Perillo a guidare i lavori. Sarà presentato un nuovo video istituzionale, creato con lo scrittore Maurizio de Giovanni, e proiettata una toccante testimonianza della giornalista Myrta Merlino sul nonno Giulio Palermo, un omaggio che ricorda come l’ospedale non sia solo un edificio, ma un tessuto di vite intrecciate.
Al centro di tutto, un progetto di comunicazione visiva ripercorre la storia del Cardarelli: dai pionieri della medicina del 1946 ai direttori che l’hanno guidato, fino alle storie dei pazienti che hanno condiviso il loro percorso di cura con un volto e una voce. È un richiamo gentile al legame che unisce sanità, comunità e territorio, con la partecipazione di autorità civili, militari, religiose e rappresentanti del mondo sanitario, accademico e sociale. In un’epoca in cui le strutture pubbliche spesso lottano per rinnovarsi, questo evento sottolinea come piccoli gesti possano rafforzare il senso di appartenenza in una città vibrante come Napoli.
Alla fine della giornata, mentre i partecipanti usciranno da questo spazio rinato, resterà l’idea che l’ospedale Cardarelli non è solo un luogo di cura, ma un pilastro della comunità napoletana, capace di ispirare fiducia e continuità per il futuro.