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Cronaca

Bacoli, la camorra rialza la testa: incendiata di un imprenditore

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Bacoli, la camorra rialza la testa: incendiata di un imprenditore

A Bacoli un incendio doloso distrugge un’auto di grossa cilindrata in piena notte, un evento che sembra tutt’altro che casuale.

Bacoli -Un incendio doloso nel cuore della notte, un’auto di grossa cilindrata distrutta dalle fiamme e un messaggio che, per modalità e tempistica, appare tutt’altro che casuale.

A Bacoli, nella zona di Marina Grande, la camorra torna a farsi sentire con un raid incendiario che riaccende i riflettori sulla pressione criminale esercitata su imprenditori e commercianti dell’area flegrea.

L’episodio risale alla notte tra venerdì e sabato, quando ignoti hanno cosparso di liquido infiammabile una Bmw X3 parcheggiata in via Spiaggia, appiccando il fuoco e dandosi alla fuga.

Le telecamere di videosorveglianza della zona hanno immortalato le fasi dell’azione, ora al vaglio dei carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Pozzuoli, guidati dal capitano Raffaele Castanò. I frame estrapolati mostrano con chiarezza una mano che innesca l’incendio: un gesto rapido, studiato, dal forte valore intimidatorio.

La vettura è intestata a S.P., 47 anni, imprenditore, titolare di un ristorante e impegnato anche nel settore nautico e della gestione dei porti turistici. Un profilo che, secondo gli inquirenti, potrebbe spiegare il senso del messaggio lanciato nella notte.

L’uomo è inoltre il marito di Marianna Illiano, ex vicesindaca di Bacoli ed ex assessora all’Urbanistica del Comune di Avellino, elemento che amplia il perimetro delle indagini, condotte su più fronti senza escludere alcuna ipotesi.

Il rogo ha svegliato nel cuore della notte i residenti di Marina Grande ed è stato domato solo grazie all’intervento dei vigili del fuoco, accorsi insieme ai carabinieri della stazione di Bacoli. Fin dai primi rilievi, la matrice dolosa dell’incendio è apparsa evidente. Nelle ore successive, la coppia ha sporto formale denuncia.

La pressione dei clan sull’imprenditoria nella zona flgerea

Al di là del singolo episodio, l’incendio dell’auto dell’imprenditore si inserisce in un quadro più ampio e preoccupante: negli ultimi mesi, nella zona flegrea, si registra un incremento dei segnali di pressione criminale nei confronti di attività economiche.

Dalle richieste estorsive esplicite ai messaggi intimidatori, passando per danneggiamenti e incendi, la camorra sembra tornare a battere cassa, approfittando della fragilità economica di un territorio che vive di turismo, ristorazione e attività legate al mare.

Il pizzo, vecchio strumento di controllo del territorio, riaffiora sotto nuove forme ma con lo stesso obiettivo: riaffermare il potere dei clan e ricordare a imprenditori e commercianti chi comanda davvero. In questo contesto, il silenzio resta l’alleato più pericoloso della criminalità organizzata, mentre ogni denuncia diventa un atto di resistenza civile.

Resta ora da chiarire chi abbia armato la mano che ha dato fuoco alla Bmw e se dietro il raid ci sia un mandante deciso a “punire” l’imprenditore o a lanciare un avvertimento più ampio.

Un tassello ancora mancante in un puzzle che, però, racconta già una storia nota: quella di un territorio che, ancora una volta, deve fare i conti con la camorra e con il suo eterno tentativo di soffocare l’economia sana attraverso la paura.

 

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