Associazioni delle vittime uniscono le forze per un tavolo tecnico contro gli incidenti mortali in Campania

Associazioni delle vittime uniscono le forze per un tavolo tecnico contro gli incidenti mortali in Campania

Appello disperato dalle strade campane: associazioni chiedono un vertice urgente per fermare la strage di pedoni e automobilisti. #SicurezzaStradale #VittimeStradali

Immaginate le vie affollate di Napoli, Caserta e Salerno al tramonto, dove il rombo dei motori si mescola al caos quotidiano della vita urbana, e ogni incrocio racconta storie di fretta e distrazione che troppo spesso sfociano in tragedia. È in questo contesto vivo e pulsante che le associazioni delle vittime della strada alzano la voce, lanciando un appello accorato al Presidente della Camera e alle autorità campane per un incontro immediato, al fine di affrontare l’emergenza della mortalità sulle strade.

Guidati dal portavoce Biagio Ciaramella, che durante un recente convegno ha esaminato i dati Istat del 16 dicembre 2025 relativi agli incidenti del 2024, questi gruppi propongono un tavolo tecnico permanente. Non si tratta solo di numeri su un foglio: è un invito a riflettere su come, in Campania, gli incidenti stradali siano saliti a 10.874, con 261 vite spezzate e 15.386 persone ferite – un aumento del 6,2% rispetto all’anno precedente, e un balzo del 18,6% nelle vittime rispetto al 2023, in netto contrasto con il calo nazionale dello 0,3%.

Questa regione, con il suo mix di strade urbane affollate e arterie extraurbane veloci, si posiziona ai vertici di una classifica che nessuno vorrebbe vincere: un tasso di mortalità di 2,4 decessi ogni 100 incidenti, ben al di sopra della media italiana di 1,7. Dal 2010, mentre il resto del paese ha visto un calo del 26,3% nei decessi, qui l’aumento del 2,8% racconta di una “guerra nascosta” – come l’hanno definita le associazioni – che costa alla società campana ben 1,3 miliardi di euro in termini di perdite umane ed economiche. I principali responsabili? La distrazione alla guida, le manovre irregolari e l’eccesso di velocità, che coprono il 35,4% dei casi, con un’aggravante nei mesi estivi e nelle ore più buie, tra le 3 e le 5 del mattino, quando le strade sembrano meno vigilate ma più pericolose.

Al cuore delle loro critiche c’è un progetto regionale sulla sicurezza stradale nelle scuole, attivo da oltre un decennio e finanziato con più di 100mila euro annui. Nonostante l’impegno, i dati Istat non mostrano miglioramenti significativi, e Ciaramella non ha esitato a sottolineare: “Un’iniziativa del genere dovrebbe generare risultati tangibili, fomentando una vera cultura della sicurezza tra i giovani”. È una riflessione naturale, che invita a chiedersi se questi sforzi, pur lodevoli, stiano davvero raggiungendo le famiglie e le comunità colpite, o se restino solo un’eco tra le aule senza tradursi in abitudini più sicure sulle strade.

In questo scenario, l’appello si allinea agli impegni europei e nazionali, come l’obiettivo dell’Unione Europea di dimezzare morti e feriti gravi entro il 2030 rispetto al 2019, puntando alla “Vision Zero” entro il 2050. In Italia, il Piano Nazionale Sicurezza Stradale 2030 prevede innovazioni come tecnologie obbligatorie sui veicoli – frenata d’emergenza, mantenimento di corsia – e regole più stringenti su alcol, droghe e cellulari, con l’obiettivo di ridurre del 95% gli incidenti causati da errori umani. Tra le misure recenti approvate dall’Ue nel 2025 figurano l’assistenza intelligente alla velocità, sistemi anti-distrazione e persino la sospensione transfrontaliera della patente per infrazioni gravi, ricordandoci che la sicurezza stradale è un ponte che collega le regioni.

Non è solo una questione campana, però: Ciaramella e le associazioni guardano oltre, pronti ad analizzare i dati di tutte le regioni italiane per trasformare questo appello in un movimento collettivo. In fondo, ogni statistica rappresenta una storia familiare, un lutto che risuona nelle comunità, spingendoci a chiederci come possiamo tutti contribuire a rendere le nostre strade un po’ più umane e sicure.

Fonte

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