Cronaca
Anziani al sicuro: Smantellate le bande di truffatori nei quartieri locali di Ponticelli e Pallonetto
Inseguita dalla giustizia, una truffatrice cerca rifugio lontano da Napoli ma viene fermata sul punto di colpire di nuovo: lo smantellamento di una banda che ha approfittato della solitudine degli anziani. #TruffeAnziani #SicurezzaComunitaria
Immaginate una tiepida mattina in una città come Livorno, dove il mare sussurra storie di arrivi e partenze, ma stavolta porta con sé l’ombra di un inganno. Una donna, consapevole di essere finita nel mirino degli investigatori dopo un interrogatorio che le aveva fatto tremare le certezze, aveva lasciato Napoli in fretta, sperando che la distanza cancellasse le sue tracce. Eppure, proprio mentre era sul punto di mettere in atto l’ennesima truffa contro un’anziana vulnerabile, gli agenti della Polizia di Stato l’hanno bloccata, chiudendo un cerchio che si era esteso per tutta l’Italia.
Questa storia emerge da un’indagine approfondita condotta dalla Squadra Mobile di Napoli, sotto il coordinamento della Procura locale, che ha svelato una rete criminale specializzata in truffe ai danni degli anziani. Immaginate questi anziani, spesso donne vedove e sole nelle loro case silenziose, come bersagli scelti con una freddezza che fa riflettere: persone da “far piangere”, messe sotto pressione emotiva per consegnare non solo contanti o gioielli, ma anche oggetti carichi di significato, come medaglie di merito dei mariti scomparsi, simboli di un passato onorato.
Nel contesto urbano di Napoli, un intreccio di vicoli e comunità strette, questa organizzazione operava come una macchina ben oliata, colpendo lontano dalla città per evitare guai. Le telefonate arrivavano come fulmini: un avvocato, un maresciallo dei carabinieri o un poliziotto immaginario che inventava drammi familiari, spingendo le vittime a pagare subito con quanto avevano a portata di mano. È un ritratto che colpisce al cuore, mostrando come la solitudine possa trasformarsi in una crepa per l’inganno, e l’impatto sulla comunità è palpabile – famiglie spezzate, fiducia minata in un’epoca in cui gli anziani sono già così isolati.
I cosiddetti “cavallini”, uomini e donne reclutati per il ritiro del bottino, entravano in scena portando con sé una pressione psicologica che non si fermava al momento del colpo. Attraverso intercettazioni, si sente la spregiudicatezza di chi incoraggiava a “prendere tutto quello che potevano”, lasciando le vittime nel terrore di ulteriori chiamate per bloccarne l’aiuto. È un meccanismo che sfrutta la fragilità umana, e in questo contesto sociale, dove le reti familiari si assottigliano, ci fa riflettere su quanto sia sottile il confine tra protezione e preda.
I ruoli nell’ombra
Al vertice, figure come i promotori che orchestravano tutto da Napoli, evitando di colpire in casa propria per operare in regioni come Piemonte, Toscana, Marche e Puglia. Donne come le coordinatrici e gli autisti che garantivano spostamenti fluidi, persino fornendo auto a noleggio e schede telefoniche anonime. È una struttura che evoca l’efficienza di un’azienda illegale, dove ogni pezzo si incastra per massimizzare i profitti, spesso superiori a decine di migliaia di euro per colpo.
Nove episodi sono stati ricostruiti dagli investigatori, a partire da dicembre 2024, colpendo province lontane come Alessandria e Lecce. Prendete, per esempio, quella giornata dell’11 dicembre a Fano, dove una 72enne ha creduto a una storia inventata su un incidente del marito, finendo per cedere 110 grammi d’oro; o il 27 dicembre a Falconara, con una 77enne che ha consegnato i suoi monili per “salvare” il figlio. Questi momenti, narrati attraverso le indagini, non sono solo fatti: sono storie di vite interrotte, che sottolineano l’urgenza di proteggere chi è più esposto.
Le indagini continuano, e c’è un senso di inquietudine nel sapere che molti anziani potrebbero aver taciuto per vergogna, lasciando ombre su episodi non denunciati. Questo quadro di una macchina criminale che trasforma la vulnerabilità in business è un richiamo gentile, ma fermo, a riflettere su come, nel tessuto della nostra società, ogni comunità debba vigilare per salvaguardare i più fragili.
