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Cronaca

Addio a Francesco Paolo Casavola, il giurista che ha ispirato Napoli e la Consulta con il suo impegno per il diritto

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Addio a Francesco Paolo Casavola, il giurista che ha ispirato Napoli e la Consulta con il suo impegno per il diritto

Napoli in lutto per la scomparsa di Francesco Paolo Casavola, il giurista che ha illuminato il diritto italiano. #AddioCasavola #CulturaNapoletana

Immaginate le strade acciottolate di Napoli avvolte nella quiete della notte, dove il riverbero delle luci antiche sembra fermarsi per un istante, come a rendere omaggio a una figura che ha attraversato il tempo con la saggezza di un faro. È in questo contesto urbano, cuore pulsante di una città che ha sempre intrecciato sapere e vita quotidiana, che ci lasciamo Francesco Paolo Casavola, un giurista il cui cammino ha segnato l’anima della comunità accademica e istituzionale italiana.

Nato nel 1931, Casavola avrebbe festeggiato i suoi 95 anni il prossimo 12 gennaio, ma la sua eredità resta viva nelle aule universitarie e nei dibattiti che hanno plasmato il Novecento. Come ordinario di Istituzioni di diritto romano presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha non solo insegnato, ma ispirato generazioni, dirigendo la Facoltà di Giurisprudenza dal 1983 al 1986 con un approccio che univa rigore scientifico a una visione profondamente umana del diritto.

Il suo percorso lo ha portato a ruoli di rilievo nazionale, come giudice costituzionale nominato nello stesso anno, e alla presidenza della Corte costituzionale dall’11 novembre 1992 al 1995. Fuori da questi ambiti, il suo impegno si estese alla guida del Comitato nazionale per la bioetica nel 2006 e dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani dal 1998 al 2009, contribuendo a diffondere il sapere giuridico e umanistico in un’Italia che, come Napoli, sa mescolare tradizione e innovazione.

Oggi, l’eco del suo lascito risuona nelle parole di cordoglio che arrivano dalla comunità. Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, lo ricorda come “un giurista illustre e illuminato”, evidenziando come Napoli abbia formato intere generazioni di studiosi del diritto – scrive Manfredi – e come il suo contributo intellettuale non vada disperso. È un tributo che sottolinea quanto la perdita tocchi il tessuto sociale della città, dove figure come Casavola non sono solo accademici, ma pilastri di una comunità che valorizza il pensiero critico.

Anche l’Ordine dei Giornalisti della Campania esprime il suo dolore, riconoscendolo come un iscritto all’Albo regionale e una presenza qualificata nei corsi di formazione. “L’Ordine si stringe alla famiglia in questo momento di dolore”, si legge in una nota, un gesto che rafforza il senso di unità in una regione dove il giornalismo e il diritto spesso si intrecciano per difendere i valori condivisi.

La scomparsa di Francesco Paolo Casavola ci ricorda come individui del calibro suo non siano solo interpreti del diritto costituzionale e romano, ma esempi di impegno civile che lasciano un vuoto, eppure ispirano a continuare. In una Napoli che guarda al futuro, la sua eredità invita a riflettere su quanto il sapere possa ancora unire e trasformare le nostre comunità.

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